Ricerche e Tesi
CASTRO FERONIANO E ALTO MEDIOEVO
Con la caduta dell’impero romano d’ Occidente (476 d.C.) e l’arrivo dei barbari, il Frignano si popolò di gente che fuggiva dalla pianura verso la montagna ritenuta più sicura e che si integrò con la popolazione del luogo.
Nei primi secoli del Medioevo, la zona raggiunse una sua organizzazione civile e politica, diventando centro della Provincia più grande delle Alpi Appennine, creata nel VI secolo dai Bizantini. Questi, per difendere l’esarcato dalle invasioni barbariche, utilizzarono una fortezza molto imponente.
Denominata “castrum Feronianum”, continuava le strutture organizzative delle epoche precedenti, perché probabilmente sorgeva nella zona dove si era riunita, nei secoli passati, l’assemblea principale dei “pagi” liguri e dove si era esteso l’accampamento romano. Sulla sua precisa ubicazione sono state fatte diverse ipotesi: poteva essere situata nella zona di Poggiocastro o del Monte della Campana o ancora a Montenero, che si eleva addirittura oltre i 1000 metri e dove sono tutt’oggi visibili mura emergenti dal suolo. Le prime fonti che ne dimostrano l’esistenza risalgono al VII - VIII secolo d.C. Per parecchio tempo servì allo scopo: riuscì infatti a bloccare, insieme alle fortezze di Verabolo, presso Carpineti nell’appennino Reggiano, e di Monteveglio, presso Bazzano nel Bolognese, il tentativo di occupare l’Appennino Modenese da parte dei Longobardi. Solo nel 728 re Liutprando, in marcia verso Ravenna, riuscì ad aggirare la fortezza e a distruggerla.
Con l’espressione Castro Feroniano si deve intendere non solo una fortezza, ma anche una circoscrizione giurisdizionale, civile, militare, corrispondente pressappoco all’intero territorio del Frignano; un distretto territoriale pluricastellato: il castello di valle, quello principale, situato su una delle alture intorno a Pavullo, e la pieve di valle, quella di S. Vincenzo di Paule. Nel castello di valle risiedeva l’ufficiale militare di maggior grado, che aveva anche il compito di presiedere l’amministrazione civile e giudiziaria; dal lui dipendevano tutti i presidi del distretto. Era chiamato “tribuno” o “conte e tribuno” in età bizantina, e il Frignano “tribunato”; in età longobarda “gastaldo” per cui il Frignano diventò un “gastaldato”. Con l’avvento al potere dei Franchi (seconda metà del VIII secolo) venne introdotto il feudalesimo anche nella montagna modenese; quindi, vassalli, valvassori e valvassini spadroneggiavano. Modena che in età longobarda non era stata sede di un duca, in età carolingia fu sede di un conte dal quale dipendeva, come comitato rurale minore, tutto il Frignano, all’epoca particolarmente popolato.
Dal IX all’ XI secolo il Frignano presentava numerosi villaggi, ognuno dei quali con una propria organizzazione locale. Il comitato rurale era suddiviso in distretti minori, costruiti da più villaggi. Erano le corti di origine tardo- romano con funzioni fiscali o civili, e le pievi, o chiese battesimali, sorte in seguito alla diffusione del Cristianesimo con funzioni religiose, giudiziarie e difensive, quindi continuatrici dei precedenti “pagi” liguri. Spesso il distretto pievano corrispondeva a quello cortense. La pieve aveva sempre un castello, dove si rifugiava la popolazione nel caso di pericolo; esso faceva capo ad un “castrum” centrale, probabilmente il castello in stretto rapporto con la pieve di S. Vincenzo che sorgeva nei suoi pressi, e col primitivo borgo di Pavullo.