Ricerche e Tesi
Alture che circondano la piana pavullese
Guerro, corpo più alto
DA PIAN DELLE CASELLE AL GUERRO
Dopo essersi mantenuti più o meno in quota, incontrando un incrocio si deve tenere la destra; ai propri fianchi si osservano siepi e alcuni degli esemplari di quercia. Si oltrepassa un'altra casa rurale, intorno alla quale sono visibili numerosi alberi da frutto, come del resto intorno a tutte le case di campagna della zona.
Quando si è ormai in vista della provinciale asfaltata si abbandona la strada in terra bianca per immettersi in una carreggiata invasa da erba, perché ormai percorsa solo a piedi. L' ambiente circostante è caratterizzato da boschi misti e prati, coltivati in prevalenza a cereali o a foraggio. Si giunge così al Guerro, casa rurale a corte aperta situata a quota 781, con un corpo di probabile origine medievale, tipico esempio di struttura edile con funzioni difensive.
La zona nella quale ci si trova è particolarmente importante e interessante, sia da un punto di vista storico che paesaggistico. Già abitata e fortificata dai Liguri Friniati e dai Romani, che proprio qui impiantarono il proprio accampamento, anche nel Medioevo rivestì una certa importanza: era infatti attraversata dalla strada che congiungeva Modena a Pistoia; proveniente da Crocette e Poggiocastro, la strada puntava verso il Monte della Campana, dove sorgevano la pieve di valle e il castello di S. Vincenzo rispetto al quale il Guerro e la Gualesa, che si incontrerà poco oltre, potevano rappresentare avamposti fortificati. Infatti essi conservano corpi medievali con probabili funzioni difensive in sasso, materiale non utilizzato per le normali abitazioni dei contadini di quei secoli, le cui case erano infatti costruite con materiali più poveri, come legno,graticci, zolle di terra, perfino sterco di animale.
La zona, tipicamente appenninica, è significativa anche paesaggisticamente. Le alture tondeggianti assumono quasi un aspetto mammellare e appaiono disposte su piani diversi. Sull'ambiente naturale che conserva ancora un suo fascino e che si presenta costituito da boschi misti e campi coltivati incorniciati dalle caratteristiche siepi, l'uomo è intervenuto in modo graduale ed equilibrato. I boschi, soprattutto querceti misti, nei quali gli animali erano liberi da pascolare, sono stati in particolare dopo il 1.000 o sostituiti da castagneti, che offrivano cibo all'uomo, o ridotti di dimensione per avere campi da coltivare e per innalzare strutture rurali che nel tempo si sono inserite nell'armonia del paesaggio. Tipici esempi ne sono il Guerro e la Gualesa, strutture costruite con sassi locali, cementati da malte che, proprio perché ottenute polverizzando i sassi stessi, ne assumevano le tonalità. Coperte da coppi di terracotta, riprendono ancora oggi il colore dei campi arati: rispondevano alle esigenze dell'uomo e, adattandosi alla morfologia del terreno, si inserivano bene nell'ambiente anche per le loro dimensioni ridotte.