Ricerche e Tesi
UN ITINERARIO NEL CASTRO FERONIANO: Introduzione
L' itinerario, che inizia e termina al Palazzo Ducale si sviluppa per km 7.5 ad est, rispetto il centro abitato di Pavullo è comodamente percorribile in 4 ore, ma può occupare anche un'intera giornata, in quanto offre la possibilità di consumare praticamente ovunque la colazione al sacco. Si sviluppa lungo ampie mulattiere, brevi tratti di sentiero e, solo per poche decine di metri, segue la strada asfaltata. Si può percorrere in tutte le stagioni, purchè non vi sia troppa neve al suolo, anche se la primavera, l'estate e l'autunno permettono di apprezzarne maggiormente gli aspetti naturalistici.
L'interesse della zona è innanzitutto storico: già abitata dai Liguri Friniati, fu inserito poi nell'accampamento romano quindi, durante la dominazione bizantina, vide svilupparsi il Castro Feroniano, il sistema difensivo che, fino al 728, riuscì a tener lontani i Longobardi. Nei primi secoli di diffusione del Cristianesimo, ospitò la prima pieve, assieme al castello di valle ad essa collegato. Era percorsa dalle due principali direttive che, per tutto il Medio Evo ed oltre collegarono l'Emilia con la Toscana, la Modena-Pistoia e la Modena-Lucca e vide sorgere il centro comunale di Torricella che precedette nel tempo quello di Pavullo.
In questo viaggio retrospettivo nel tempo, oltre al Palazzo Ducale, il monumento neoclassico più insigne della zona, si potranno osservare strutture e moduli architettonici tipici dei secoli passati, in particolare del Medio Evo. Si passerà da nuclei rurali con originarie funzioni difensive, ad un vero e proprio borgo, dai ruderi di un importante castello alla chiesa, erede dell'antica Pieve di Paule, dalla casa a balchio porticato alla casa-torre.
Significativo è pure il valore paesaggistico dell'itinerario. Si potrà godere di suggestive panoramiche su tutta la cinta del monte Cimone, fino all'Appennino Bolognese e a quello Reggiano, attraversando una fra le più tipiche zone appenniniche. Lentamente trasformato dall'uomo nel corso dei secoli, presenta alture tondeggianti, disposte su piani diversi, caratteristica dominante del territorio pavullese.
Da un punto di vista botanico, dopo aver attraversato il Parco Comunale, una delle più significative emergenze naturalistiche pavullesi, si potranno osservare tipici ambienti appenninici.
Dai querceti misti, predominanti nei millenni passati in quanto vegetazione indigena, ai castagneti, introdotti in particolare dopo il 1000 per ragioni alimentari, al bosco di aghifoglie, piantato dall'uomo negli ultimi decenni per porre freno al fenomeno dell'erosione, agli innumerevoli arbusti delle siepi rimaste molto più numerose che in pianura a incorniciare i campi, in gran parte ancora coltivati dall'uomo.

Fotografia Archivio Foto Manfredini