Ricerche e Tesi
I ROMANI
I Romani si impossessarono dell’appennino Modenese dopo la definitiva sconfitta dei Liguri, avvenuta nel II secolo a.C. Da un punto di vista organizzativo, essi utilizzarono probabilmente le antiche sedi dei Friniati, costruendo un grande accampamento dopo la battaglia dello Scoltenna, forse nella zona di Poggiocastro-Monteobizzo, nel quale furono inserite le strutture difensive precedenti. Iniziarono così a romanizzare il Frignano, anche se con estrema fatica.
Non essendo stati fatti scavi archeologici di una certa consistenza, gli studiosi si sono basati sulla toponomastica per fare delle ipotesi sull’ubicazione del “castrum”. Quintana potrebbe indicare la porta o la via Quintana, quella via che, nell’accampamento, divideva le tende della due legioni; Pian delle Caselle potrebbe rappresentare i luoghi chiamati “casulae”,dove sostavano i soldati; il Prato del Palancato forse indica la presenza di una palizzata, cioè una fortificazione lignea (da “palancae”, tronco”) che poteva essere completata dalla presenza di un fossato o di un terrapieno. Lavacchio ( da “Lavacrum”) poteva essere la località dove si abbeveravano i cavalli e dove gli uomini si ripulivano, prima di entrare nell’accampamento; Campiano e Caponovo sono stati messi in relazione al “campus”, cioè alla palestra per le esercitazioni ginniche dei soldati. Uno studioso del 1500, il Forciroli, dopo aver consultato documenti vaticani, parla di due porte della leggendaria città di Frinia, l’antica Pavullo andata poi distrutta; la prima detta “di Serra”, identificabile con Serra di Porta, e l’altra” del Faè “ località presso Querciagrossa. Si sarebbero così identificate altre due delle quattro o sei porte dell’accampamento.
Se il “castrum” si estendeva in quella zona, lo spazio centrale riservato ai consoli che comandavano l’esercito e al pretore che amministrava la giustizia, cioè il pretorio, poteva essere localizzato sul Monte della Campana; il questorio, dove aveva sede il questore preposto all’amministrazione finanziaria della legione, sarebbe stato ubicato sul Monte delle Tolle o alla Torricella; infine la piana della Gualesa era forse adibita ai sacrifici. Questo accampamento era molto vasto, adatto infatti ad ospitare ben due legioni (circa 24.000 uomini).
Con i Romani la viabilità e anche le strutture abitative della zona, si spostarono dai crinali ai fondovalle o a mezzacosta, perché non erano più presenti grossi problemi difensivi. Probabilmente anche in questa epoca, il Frignano conservò quella autonomia amministrativa, che già aveva avuto con i Liguri: era forse un municipio secondario, rispetto al municipio principale, che era a Modena. Non attraversato dalle grandi vie di comunicazione romane, il Frignano rimase piuttosto isolato e la stessa lingua latina non fu ben appresa per secoli.