Ricerche e Tesi
DA CA' SCARINO A POGGIOCASTRO
Si rimane per un lungo tratto più o meno in quota e si cominciano ad osservare, soprattutto nel blocco misto sulla sinistra, le prime aghifoglie, in particolare abeti rossi, pini silvestri e pini neri e poi, man mano si avanza, anche parecchi castagni. La carreggiata che si sta percorrendo, era forse gia presente al tempo dei Liguri Friniati, il primo popolo che si stabilì in modo permanente nel Frignano in epoca preromana. La loro viabilità, che si sviluppava sui crinali per motivi difensivi, congiungeva castellieri, cioè recinti fortificati, posti in posizioni strategiche. Il terreno è povero di humus e prevalentemente siliceo, tipico del castagneto e del cerreto. Nel sottobosco, dalla primavera all'autunno, si possono trovare funghi velenosi ma soprattutto mangerecci che le massaie di Pavullo cucinano con maestria; fra le specie più prelibate si ricordano in primavera i prugnoli, in estate e in autunno i porcini, le russule e i canterelli.
Lasciata la mulattiera si imbocca a destra (quota 815) un sentierino ripido e caratteristico, il cui inizio è segnalato da un grande esemplare di pino nero. Si attraversa ora un bosco misto, a prevalenza di aghifoglie, in particolare pino nero e pino silvestre, con sottobosco di ginestre dei carbonai, ginepri, felci. L'altura, fino all'ultima guerra, era ricoperta da vegetazione arborea che, tagliata dai Tedeschi, si è cercato di ripristinare rimboschendo con le specie pioniere osservabili, che hanno già reso il terreno, che appare abbastanza scuro, più ricco di humus.
In breve tempo si giunge alla vetta denominata Poggio Castro ("podium castri" in latino, cioè monte del castello). La toponomastica ci indica qui la presenza, nel passato, di una torre di avvistamento o di un vero e proprio castello: proprio quello centrale del Castro Feroniano, il distretto fortificato di origine bizantina, il cui castello-capoluogo era già stato probabilmente un antico castelliere ligure, inserito poi nell'accampamento romano. La posizione è strategica, in quanto dalla vetta si domina, anche se ciò non è ora verificabile per la fitta vegetazione arborea, la pianura Padana, da Modena a Bologna, e l'Appennino, dal crinale Bolognese fino a quello Reggiano. La presenza del ripetitore telefonico conferma l'importanza della posizione che risulta la più alta di tutto il percorso (m.880). Sui fianchi dei pendii sono stati rilevati parti di muretti che possono confermare la presenza di una fortificazione, ma veri e propri scavi archeologici non sono mai stati fatti.