Polinago:

Storia
Ambiente Storia


 

Cenni storici:
I primi insediamenti nella zona sono stati attratti dal favorevole ambiente intorno al torrente Rossenna che attraversa il territorio comunale da sud a nord.
Il nome "Rossenna" ed altri termini fanno pensare ad influenze etrusche; altri vocaboli presenti nel dialetto locale e lo stesso nome del capoluogo ricordano influenze celtiche; infine esistono diversi toponimi (Cassano, Fognano, Talbignano...) che risalgono ad epoca romana.
Come in altri territori dell'Appennino, anche qui, in passato, alcune frazioni ebbero vicende più rilevanti dell'attuale capoluogo. A Gombola e nella valle nel Medioevo dominavano i "Da Gomula", che ebbe diversi contatti con Matilde di Canossa e con i Montecuccoli.
Brandola invece appartenne ai Da Gomula, poi fu dei Montecuccoli ed infine dei Pio da Carpi, che fecero del castello la sede della Podesteria.
Polinago acquisì importanza politica intorno all'anno 1000 grazie alla sua Pieve che esercitava giurisdizione ecclesiastica e civile su molte chiese della Val Rossenna. A partire dal tredicesimo secolo e per molti successivi il paese passò ai Montecuccoli; dopo l'età napoleonica Polinago passò agli Estensi fino all'Unità d'Italia.
La seconda guerra mondiale distrusse l'abitato e la sua ricostruzione richiese parecchi anni.
Polinago ha conosciuto alcuni decenni di emigrazione, soprattutto verso la pianura vicina, che ha portato ad un ridimensionamento della popolazione dai circa 5000 abitanti degli anni '50 agli attuali. .