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L’attuale Parco Ducale è stato realizzato contemporaneamente al palazzo in esso
inserito, a naturale completamento dello stesso, dal duca Francesco IV. Era ed è
tutt’ora esteso circa 14 ettari, a monte di via Giardini; fu progettato dal
geometra tedesco Enscher, che nell’occasione conobbe e sposò una pavullese, sul
modello del parco del castello di Schonbrun di Vienna, la residenza di Maria
Teresa d’Austria. Il terreno risulta ben sistemato ed in grado di mantenere una
giusta umidità, anche grazie alla rete di drenaggi e di fosse, non tutte
visibili, che regimano le acque sia superficiali che profonde. Le specie
arboree presenti erano, in origine, oltre 100; alcune di esse furono portate
direttamente dalla Germania; si trovarono infatti, frammisti alla terra, cocci
di vasi in terracotta e scritte in tedesco. Durante l’ultima guerra, la
popolazione di Pavullo si riforniva di legna da ardere nel parco, così molte
essenze scomparvero riducendosi a circa una cinquantina. Fra le latifoglie, sono
da ricordare alcuni tipi di querce (cerro, farnia, rovere e roverella), e
inoltre faggi, frassini maggiori, ornelli, aceri (montano campestre, riccio,
pseudoplatano), tigli, maggiociondoli, ontani, ippocastani, castagni, carpini
bianchi e neri, betulle, robinie. Fra le aghifoglie, invece, abeti bianchi e
rossi, pini neri e silvestri, cipressi e larici. Negli anni, sono state
introdotte piante esotiche particolarmente suggestive, che si sono ben
acclimatate , come sequoie giganti sempre verdi, alcuni tipi di tuie e di cedri,
fra i quali il Pinone, esemplare secolare di cedro del Libano, che presenta una
circonferenza di oltre 6 metri ed un’altezza di 35 circa. Nel sottobosco, si
trovano arbusti di ginestre e ginepri e fiori come primule, violette e crochi,
che fioriscono all’apparire della primavera, e ancora anemoni, margherite ed
orchidee.
 
Il parco è percorso da numerosi sentieri, asfaltati nella parte bassa e in terra
battuta nella parte alta, tracciati non secondo un ordine geometrico, ma adatti
alla morfologia del terreno, tanto da non costituire un giardino all’italiana,
ma all’inglese. Ai loro lati sono distribuite molte panchine, sulle quali è
possibile trovare un piacevole ristoro. Vi sono anche due fontane di cui una, la
Fontanina, posta alla destra del palazzo e l’altra alcune decine di metri più in
alto; e ancora una vasca rotonda in arenaria nella quale vivono pesci rossi. Si
dice che il duca, prima di fare costruire la Fontanina, avesse fatto analizzare
ben 25 sorgenti, per trovare un’acqua leggera di suo gradimento.Una leggenda
narra che, poiché le dame della corte vi si dissetavano spesso, in certi giorni
si sente ancora il fruscio delle loro vesti. Nel parco è possibile vedere anche
un monumento a ricordo di Raimondo Montecuccoli, celebre condottiero vissuto nel
XVII secolo. Sulla destra del palazzo, a circa cinquecento metri, è situata
una galleria scavata nella roccia, lunga alcune decine di metri; uno dei suoi
ingressi è rivestito di tufo, probabilmente proveniente dalle cave di Renno. Nel
periodo bellico fu utilizzata come rifugio durante i bombardamenti. Non si è a
conoscenza della sua funzione originaria; il duca, comunque, aveva in progetto
di ampliare il parco e di popolarlo di animali e forse poteva essere stata
costruita come rifugio per essi. La zona, ben curata dall’Amministrazione
Comunale, in estate si presenta particolarmente affollata da turisti attratti
dalla quiete e dalla salubrità di ogni angolo. Dietro al palazzo, è situato un
grande prato in pendenza, ai lati del quale si possono osservare il Pinone, un
bell’esemplare di sequoia disposta simmetricamente rispetto un’altra, da alcuni
anni abbattuta, perché colpita da un fulmine. Su questo prato, vero anfiteatro
naturale, si svolgono manifestazioni estive, tra cui esibizioni di gruppi
folkloristici internazionali. Nel parco è vietato accendere i fuochi,
danneggiare la vegetazione, andare in bicicletta o con qualsiasi mezzo
motorizzato, buttare carte o altro.
Fotografie Archivio Manfredini Testo a cura della classe II-E Scuola
Media R. Montecuccoli di Pavullo nel Frignano - Anno Scolastico 1986-87
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