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Itinerario 5
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Montefiorino, Roccapelago (Pievepelago), Sestola

MONTEFIORINO
La rocca di Montefiorino si eleva maestosa sulla vetta dì un alto monte che sovrasta le vallate dei torrenti Dolo e Dragone. Per la sua posizione privilegiata, fin dai tempi più remoti il luogo fu probabile sede di una fortificazione posta a guardia delle vie di comunicazione che conducevano ai valichi appenninici.
Già in Epoca Preromana, infatti, ai piedi di Montefiorino passava un importante percorso che nel tempo fu ampliato e consolidato per divenire nel Medioevo una delle principali strade di collegamento con la Toscana: la via Bibulca, così detta perché abbastanza ampia da permettere il transito di due buoi aggiogati. L'attuale fortilizio è frutto di una secolare vicenda di costruzioni, distruzioni e successive ricostruzioni, iniziata nel lontano 1170 quando per prima apparve, sulla cima del monte, la poderosa torre divenuta poi mastio del castello. Eretta dai Montecuccoli, potenti feudatari dell'Abate di Frassinoro, essa fu ben presto circondata da altre costruzioni che diedero vita ad un munito nucleo fortificato. Ridotta notevolmente in altezza, rispetto agli oltre venti metri originali, la torre conserva ancora l'antico portale sopraelevato, che nella chiave di volta reca una croce a rilievo. Gli altri corpi di fabbrica, che formano il compatto volume quadrilatero della rocca, si dispongono attorno a una corte rettangolare, cinta su tre lati da un'aerea loggia che sovrasta un porticato posto a piano terra.
Qui si apre l'ingresso alla "Sala della Ragione", un tempo destinata all'amministrazione della giustizia, sul cui portale è scolpito uno stemma dei Montecuccoli risalente al XIV secolo.
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ROCCAPELAGO 
Il castello di Roccapelago sorge a più di mille metri di altezza su di uno sperone di roccia che, staccandosi dal fianco del monte Rocca, domina l'ampia valle del Pelago. Questa ardita ed impervia altura, imprendibile e naturalmente fortificata, costituì la dimora e il centro del potere politico e giurisdizionale del leggendario Obizzo da Montegarullo, potentissimo feudatario del Frignano, capo del partito guelfo e dunque in perenne lotta contro la fazione ghibellina dei Montecuccoli.
Sullo scorcio del Trecento Roccapelago fu teatro di sanguinosi scontri e lunghi assedi nel contesto di un aspro conflitto che vide il coinvolgimento degli Estensi, dei Fiorentini e dei Lucchesi. Con la sconfitta di Obizzo e il tramonto della dinastia dei Montegarullo iniziò anche il declino di Roccapelago e del suo castello, che verso la fine del Cinquecento fu trasformato in complesso chiesastico: la sala d'armi del palazzo feudale divenne la chiesa di San Paolo e gli edifici ammessi furono convertiti ad uso di canonica e locali parrocchiali. Nonostante le trasformazioni subite, la struttura dell'impianto fortificato è ancora perfettamente leggibile nei suoi elementi essenziali, compresa la cinta muraria il cui perimetro è tuttora evidente. Dalla piazza del borgo una stradina s'inerpica sulla vetta, verso quella che anticamente era l'area castellana, girando attorno al nucleo un tempo adibito a corpo di guardia e sboccando in uno spiazzo sul quale prospettano le diverse costruzioni che componevano il castello.
II corpo di fabbrica principale, ora occupato dalla chiesa, si allinea sul ciglio più scosceso della rupe, affacciandosi verso la valle col suo profilo più alto. Una montagnola di sassi squadrati coperta di vegetazione è tutto ciò che rimane del mastio. Il borgo che sorge ai piedi del castello conserva un architrave ti i recupero, di certo proveniente dalla rocca, risalente al Tre-Quattrcento, sul quale sono scolpite due teste umane. Nel volto maschile la tradizione ha sempre voluto vedere il ritratto di Obizzo da Montegarullo.
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SESTOLA 

La prima menzione del castello di Sestola compare in un diploma dell'anno 753 col quale Astolfo, re dei Longobardi, dona la fortezza all'Abbazia di Nonantola. Le origini del castello sono però molto più antiche: si ritiene infatti che su questo sperone di roccia, alto più di mille metri e a picco sulle valli del Leo e dello Scoltenna, fosse presente una fortificazione fin dalla preistoria. Contesa durante il periodo medioevale tra Modena ghibellina e Bologna guelfa, Sestola nel Trecento entrò a far parte dei domini degli Estensi, che la eressero a capitale della Provincia del Frignano l'aspetto attuale del castello rispecchia la struttura conferitagli nella seconda metà dei Cinquecento per volere del duca Alfonso II, nonostante le modifiche e le sovrapposizioni intervenute nei secoli. La parte più antica della rocca posta a strapiombo sulla vallata nel punto più alto del complesso e culminante con una robusta torre quadrangolare. Tale nucleo originario mantiene ancora intatto il suo aspetto fortificatorio: si compone infatti di diverse costruzioni unite tra loro in un unico blocco compatto, caratterizzato da elementi tipicamente difensivi, come la torre semicilindrica che sporge dal Palazzo del Governatore e domina a tutto campo lo spazio circostante. Questa prima fortezza si ampliò nel tempo con l'aggiunta di nuove costruzioni fino a comprendere, verso la fine del Medioevo, la chiesa di San Nicola e diversi edifici pubblici e privati, tutti circondati da una cinta muraria. Quando il centro abitato si spostò ai piedi del monte, la fortezza arroccata sulla cima accrebbe sempre più la sua importanza militare, tanto che nel Cinquecento fu potenziata per meglio resistere all'impatto delle nuove armi da fuoco e l'intero complesso fu circondato da nuove mura a stella, erette secondo i canoni della più moderna ingegneria militare. Nello stesso periodo, all'interno del nuovo perimetro bastionate, sorsero diversi edifici, alcuni dei quali non privi di un certo pregio architettonico come la Torre dell'Orologio o la Palazzina del Comandante. Di grande interesse è la chiesa di San Nicola, che conserva l'abside romanica del XII secolo. All'interno presenta pregevoli affreschi quattrocenteschi, opera del pittore lucchese Tommaso Ribechino.

INFO
Montefiorino - Comune di Montefiorino - Tel. 0536 965139.
Il castello ospita il Museo della Repubblica di Montefiorino. La via Bibulca è oggi un senlicro segnalato e dotato di punti di sosta e aree attrezzate. Si creda la guida "Sentieri della Luce" a cura della Provincia di Modena.
Roccapelago - Associazione Pro-Rocca - Tel. 0536 71890-71278 o Comune di Pievepelago - Tel. 0536 71322.
Nella rocca è allestita la "Mostra storica sulle orme di Obizzo da Montegarullo", aperta su prenotazione.
www.comunitamontana-del-frignano.emr.it
Sestola - Ufficio del Turismo - Tel. 0536 62324.
La rocca ospita il Museo degli strumenti musicali meccanici e il Museo della civiltà montanara.
www.comune.sestola.mo.it
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