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Coscogno
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Itinerario: Pavullo, bivio per Coscogno (Vignola), Coscogno (in auto o in bici).
La costituzione della Pieve di Coscogno risale al secolo XI, ma la prima menzione della chiesa, intitolata a Sant'Apollinare, si trova in un documento del 996; la sua funzione di pieve è attestata per la prima volta nel 1035. Tenendo conto che il processo formativo delle pievi implica un periodo piuttosto lungo, si potrebbe far risalire la costruzione della primitiva chiesa ai secoli VII VIII, prima della caduta del dominio bizantino, come indicherebbe la stessa intitolazione al famoso santo ravennate. L'importanza della località è ulteriormente documentata nel 1104, quando la stessa Matilde di Canossa roga un atto a Coscogno, alla presenza del cardinale Bernardo. Alla fine del secolo XIII dipendono dalla pieve di Coscogno diverse cappelle (San Dalmazio, Festà, Montebonello, Benedello, Chiagnano ... ); la sua funzionalità permarrà intatta fino oltre il secolo XV, mentre la zona che anteriormente al secolo XI11 aveva gravitato verso la corte e il castello di Chiagnano (nei pressi di Benedello, castello ora scomparso), quindi verso il Medio Frignano, passerà alla curia dei Balugola, ambito territoriale Monfestino Serramazzoni.

Caratteristiche artistiche e architettoniche della Chiesa
La chiesa, costruita su un terreno particolarmente instabile, dovette più volte essere ricostruita, per cui l'edificio presenta una complessa stratificazione di fasi costruttive. L'aspetto attuale è dovuto ad una ristrutturazione generale avvenuta nel 1648, come attesta un'epigrafe murata sulla trifora. Alla primitiva facciata a capanna (v.Pieve di Renno) furono annesse due aggiunte laterali; la parte inferiore della facciata è costruita con una muratura ad “opus quadratum”. Il prospetto è caratterizzato da un portale romanico che risulta decisamente l'elemento più significativo del complesso, in particolare per la lunetta che presenta motivi iconografici di stile bizantino ravennate ed altri di stile romanico padano; la lunetta è scolpita a bassorilievo con due coppie di figure (animali) divise al centro da una foglia di palma stilizzata; il bordo semicircolare era decorato da un fregio a treccia, di cui rimangono solo piccoli tratti alle estremità. Lo strombo del portale è costituito da una coppia di colonnine alternate a lesene angolari, terminanti con capitelli a foglia d'acanto. Il portale interno a mensole convesse fu introdotto successivamente (secolo XIV) con ogni probabilità per consolidare il portale a strombo. La canonica e il campanile furono annessi all'edificio originario in epoca sei settecentesca. L'interno presenta tre altari laterali per parte, tra i quali si segnalano quello di San Francesco (dipinto da Elisabetta Sirani nel 1657). Sono recentemente venuti alla luce e restaurati affreschi a motivi floreali.
 

Testo a cura di Claudio Caselgrandi

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