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Gaiato
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Itinerario: Pavullo, Querciagrossa, bivio per Gaiato, Albareto, Gaiato Pianelli (in auto o in bici) verso Gaiato Chiesa (Km. 4), dopo 1/2 Km. strada sterrata sulla destra e proseguire a piedi per salire alla torre.
Al ritorno: Gaiato Pianelli, bivio per Masana di Sopra, Masana di Sotto, Chiesa di Montorso, strada panoramica fra Gaiato e Lavacchio, Pavullo (in auto o in bici).

Collocato a 926 m. s.l.m., Gaiato rappresenta l'altura preminente di tutto il Medio Frignano: ivi la superstite torre, dal suo eccezionale punto di osservazione, continua a dominare la vallata dello Scoltenna, là dove il fiume abbandona la denominazione etrusca del suo tratto montano, dopo aver ricevuto le acque dei torrenti Leo e Lerna. Data l'originale e importantissima posizione strategica, la località dovette assai presto essere fortificata, o comunque munita di strutture segnaletiche o di avvistamento, ben connesse a tutto il sistema difensivo frignanese. L'importanza del luogo è documentata a partire dal IX secolo, ma non sarebbero da escludere precedenti insediamenti liguri romani. La documentazione relativa alla località si arricchisce nei secoli XI e XII; a quest'ultimo periodo risale la precisa attestazione del castello di Gaiato. Nel secolo XIII, Gaiato è compreso nei castelli appartenenti alla famiglia dei Montecuccoli, la quale vi eserciterà il proprio dominio anche in epoca moderna. La vita economica della zona dovette essere particolarmente sviluppata almeno fino al XV secolo, data la sua importanza come nodo viario nel collegamento con l'alta montagna e la Toscana. Tuttavia, nel secolo successivo il territorio fu profondamente segnato dal fenomeno del brigantaggio, tanto che nel 1523 il duca estense ne fece devastare i covi, ponendoli a ferro e fuoco. In questo periodo, la Rocca di Gaiato doveva trovarsi in uno stato di grave decadenza, e nel 1557 fu nuovamente fortificata dal giovane signore Ludovico Montecuccoli. L'attuale torre, unica struttura superstite dell'antica fortificazione, a pianta quadrata e particolarmente massiccia, presenta al piano terra e semiscavata nella roccia la cisterna, coperta con una volta in pietra e accessibile solo dal piano superiore. Il portale originario sopraelevato, ora molto deteriorato, si trova sullo spigolo Sud Ovest, con arco a tutto sesto. Al terzo piano, sul lato Est, è ancora visibile all'interno un vano passante, che probabilmente dava accesso a un ballatoio esterno, mentre ai piani sottostanti sono presenti varie feritoie. Si rileva ancora un pezzo di muraglia, dalla torre in direzione Sud, parte della rocca scomparsa nella voragine di una frana giunta a pochi metri dalla torre. A Nord, situata poco a valle , si trova un'altra cisterna a conferma dell'ampia articolazione dell'antica struttura difensiva.
 

Testo a cura di Claudio Caselgrandi

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