|
Itinerario: Pavullo, bivio per Verica, poco prima del bivio per Castagneto, a
sinistra strada per Iddiano, Iddiano (in auto o in bici). Al ritorno si può
proseguire verso Spinzola e Benedello. Al bivio con la strada di Benedello,
girando a sinistra si torna a Pavullo. Situato sui primi rilievi pedemontani, circondato da un terreno assai fertile,
Iddiano dovette offrire, fin dalle epoche più antiche, condizioni e possibilità
di vita, come è attestato da ritrovamenti archeologici risalenti al periodo
romano ed anche all'età del bronzo. In epoca altomedioevale, la località dovette
essere ben inserita nel sistema difensivo del Medio Frignano, incentrato sul
“Castrum Feronianum” (v.Monteobizzo), e in seguito costituire un avamposto
Longobardo, come farebbe supporre l'intitolazione della chiesa a San Michele,
patrono dei Longobardi. Nel XII secolo i signori feudali frignanesi contesero
aspramente il possesso di Iddiano ai monaci, e alla fine del XIII secolo il
castello di Iddiano è elencato fra i possedimenti dei signori Da Montecuccolo.
Successivamente coinvolto nelle lotte fra le due più potenti consorterie
frignanesi (Montecuccoli Montegarullo), nel 1370 Iddiano cade sotto l'influenza
della famiglia Da Montegarullo e dal suo più famoso esponente, Obizzo, sarà
coinvolto nella ribellione contro gli Estensi fra la fine del XIV e l'inizio del
XV secolo, subendone gravi conseguenze: Iddiano, duramente colpito dalla
repressione promossa dal marchese d'Este, rimase pressoché spopolato, al punto
che Nicolò III dovette concedere esenzioni per indurre gli abitanti a
ritornarvi. Fin dal 1447, Iddiano si era unito ai comuni di Benedello,
Chiagnano, Viecave, Monteobizzo, formando una comunità amministrativamente
autonoma. Alla fine del '700, tutti i feudi furono aboliti e nel 1815 Francesco
IV aggregò Iddiano al Comune di Pavullo. Dell'antico castello, di cui si parla
ancora in una cronaca del 1630, restano solo alcuni elementi significativi: un
percorso che gira intorno al monte sul probabile tracciato delle mura, tratti di
sottomurazione, alcuni edifici costruiti direttamente sul ciglio del
poggio,altri ai piedi con funzione residenziale e naturalmente la torre. La
TORRE DI IDDIANO, di rilevanti dimensioni, a pianta rettangolare, con muratura
del tipo “a filaretto”, presenta nel basamento alcuni rappezzi nella muratura
(lato Ovest) indicativi forse della presenza di un vano cisterna scavato nella
roccia; l'ingresso attuale è stato ricavato a piano terra, sotto al vano del
portale originario sopraelevato, che presenta un arco leggermente ribassato in
conci perfettamente integrati nella muratura. Sulla parete Nord del secondo
piano si trova un portale a tutto sesto a vano strettissimo che doveva
comunicare con la dimora feudale costruita nel sito della chiesa attuale. Si
notano feritoie a forte strombatura interna e al quarto piano, sui lati Est ed
Ovest, finestrelle con architrave arcuato. La parte superiore è stata
ristrutturata per ricavare la cella campanaria con apertura su quattro fronti di
bifore in un vano di sagoma archiacuta. La CHIESA DI SAN MICHELE DI IDDIANO:
menzionata a partire dal 1016 si trova elencata alla fine del XIII secolo fra le
cappelle dipendenti dal Monastero di San Pietro da Modena. I monaci perderanno,
in seguito, la loro giurisdizione e nel XVII secolo la Chiesa di Iddiano si
avvia a diventare parrocchia alle dipendenze del Vescovo, ma a ricordo
dell'antica dignità mantiene tutt'oggi il titolo di chiesa arcipretale e
conserva alcuni tra i più antichi parrocchiali delle chiese frignanesi. Oggi la
chiesa si presenta in veste dimessa, con facciata a capanna intonacata su cui
risaltano il portale architravato e il rosone in pietra battuta, evidentemente
ricostruita dopo il 1630 in sostituzione della più piccola e antica chiesa,
presumibilmente sul luogo della preesistente dimora feudale.
Testo a cura
di Claudio Caselgrandi
|
Vedi anche: >>Com.
di Pavullo
|