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La torre di Lavacchio che sovrasta la conca pavullese nel lato Sud Est,
rappresenta una suggestiva testimonianza della storia medioevale frignanese, ed
è stata di recente ristrutturata. Dovette far parte di una costruzione più
articolata e complessa, raccordata al sistema difensivo incentrato su
Monteobizzo. La prima menzione della località risale ad un atto redatto in
Pavullo nel 1304. Lavacchio apparterrà, assieme alla Torricella e a Monteobizzo,
alla famiglia Rastaldi Montegarullo fino al principio del secolo XV. E'
probabile che in questo torno di tempo il castello di Lavacchio crollasse
definitivamente e non venisse più eretto. La comunità di Lavacchio, unita a
quella di Gallinamorta (Niviano), compresa nella “parte immediata” del Frignano,
ebbe i suoi Statuti nel 1490. Alla metà del '600 iniziarono le infeudazioni e
solo in seguito alla distrettuazione del 1815 16, Lavacchio entra a far parte
del Comune di Pavullo.
La Torre e la Chiesa Esempio di torre recinto con funzioni segnaletiche e di presidio sull'antica
strada “Mutina Pistoria” e a guardia delle valli del Lerna e del Budrio, a
fronte della contrapposta altura di Montecuccolo. Risalente presumibilmente al
secolo XI, è una torre vedetta, caratterizzata da uno snello profilo, da una
massiccia cortina muraria, priva di finestre, salvo all'ultimo piano per
agevolare le operazioni di sorveglianza. Nella parte inferiore, l'unica apertura
è costituita da un portale sopraelevato; feritoie si rilevano nella parte
superiore che conserva, sul lato Nord, una caditoia. La chiesa di Sant'Anna è un
autentico gioiello di chiesa rurale del '4 500, eretta, si dice, sui ruderi del
castello di Obizzo da Montegarullo e formante con la torre un binomio
paesaggisticamente e simbolicamente inscindibile. Il 6 agosto 1552 il Vescovo,
pregato dagli uomini di quella terra, consacrò la chiesa e l'altare in onore
della Beata Vergine, ove incluse le reliquie dei SS. Apollinare e Marino. Dal
punto di vista architettonico, presenta un caratteristico campanile, posto nel
mezzo della facciata, sviluppato sul protiro centrale, coperto con volta a botte
e sovrastante bifora.
Testo a cura
di Claudio Caselgrandi Fotografie Archivio Manfredini
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Vedi anche: >>Com.
di Pavullo
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