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Itinerario: Pavullo, via Giardini per Modena, ai Baldaccini, bivio per
Montebonello (in bici o in auto). Ritorno: Montebonello, Casa Venturelli,
bivio per Polinago, bivio per Miceno, Pavullo (in bici o in auto). La località, posta sulla linea di confine delimitante la zona centrale del
Frignano e situata su di un esteso ed armonico altopiano, dovette anticamente
assolvere una funzione strategica assai importante per le comunicazioni con
Gombola (montagna reggiana) e con le terre di Balugola (Monfestino
Serramazzoni). Ben inserito nel sistema di fortificazioni del Medio Frignano,
Montebonello controlla un vasto giro di orizzonte ed è collegato a vista con
altri importanti castelli, fra cui Montecuccolo, Monteobizzo, Gaiato... La prima
menzione risale al 1033, quando il Vescovo di Modena, a cui doveva appartenere
la località, contrae un atto di affitto in favore di Bonifacio, padre di Matilde
di Canossa. Montebonello apparterrà pertanto alla famiglia degli Attoni fino
alla morte di Matilde nel 1115 e a questo periodo, secoli XI XII, è presumibile
far risalire il primitivo incastellamento. Ritornato in possesso del Vescovo di
Modena, il castello sarà nuovamente ceduto con inveniture fino al momento in cui
ne entrarono in possesso i potenti signori Da Montegarullo (la località
Montegarullo si trova nei pressi, in direzione di Miceno). Montebonello seguirà
le sorti della famiglia Da Montegarullo e sarà coinvolto nella grave ribellione
di Obizzo da Montegarullo contro gli Estensi; sarà uno degli ultimi castelli ad
essere ceduto da Obizzo, ormai sconfitto nel 1408. E marchese d'Este ne fece
dono al grande dottiero delle sue milizie: Uguccione de' Contrari e da questi
aggregato alla podesteria di Monfestino, della quale fece parte fino alla fine
del XVIII secolo. Solo con le nuove distrettuazioni del 1815 16 entrerà a far
parte del Comune di Pavullo.
Torre di Montebonello Torre di notevolissime dimensioni, anticamente inserita in una più ampia e
complessa fortificazione che comprendeva presumibilmente tutto il giro del
monte. Arroccata su uno scoglio di macigno, risale probabilmente alla
ricostruzione del XIII secolo. Da notare sul lato Est due feritoie al primo e al
secondo piano; finestrella originale, del tipo a mensole convesse e
architravate, foggiato a lunetta al terzo piano, portale al piano terra e
impronta intagliata nel sasso di una copertura feudale, ora scomparsa; sul lato
Nord, da segnalare la bertesca. Al lato Ovest: portale a piano terra, ora
parzialmente ostruito da un forno edificato alla fine dell'Ottocento; portale
originario di accesso sopraelevato al primo piano ad arco acuto; coppia di
finestrini, con riquadrature in arenaria, ai piani intermedi.
Chiesa di Montebonello Di notevole valore artistico e architettonico, la Chiesa di Montebonello
rappresenta una delle più preziose testimonianze dell'arte romanica minore
frammista ad elementi gotici. E' citata a partire dalla fine del secolo XIII fra
le cappelle dipendenti dalla pieve di Coscogno. La facciata d'ingresso, a
mezzogiorno, rappresenta uno degli aspetti più interessanti della chiesa: -
la muratura è ad “opus quadratum” di notevolissima perfezione tecnica; - due
portali a tutto sesto, di cui quello a levante in asse con la sovrastante
bifora, è perfettamente integrato con la struttura muraria originale, mentre
l'altro, in stile, è stato inserito nella parte anteriore della chiesa, aggiunta
ai primi del '900; - un portale di grandi dimensioni ad arco acuto, ora
murato, ma che dovette essere in funzione, tenendo conto dell'abbassamento
successivo del pavimento della chiesa; il portale, che presenta caratteri gotici
in una facciata complessivamente romanica, porta un'iscrizione datata 1446; -
quattro bifore a tutto sesto, di singolare fattura e ricavate da un solo blocco
di arenaria; formella quadrata con cenni di lavorazione a bassorilievo molto
logora; - meridiana, in alto a sinistra. Il campanile sette ottocentesco fu
ricostruito nel 1893, mentre i corpi di fabbrica della canonica risalgono ai
primi del '700. L'attuale piazzetta, sagrato, fu un tempo adibita a cimitero. Da
notare il portico addossato al fianco cipale della chiesa, ove si trova un
pilastro di stile carolingio, o comunque preromanico, murato sullo spigolo.
Interno: chiesa a navata unica con l'inconsueta tipologia a “sala”, grande volta
del presbiterio, introdotta da uno splendido arco a tutto sesto. Ma l'elemento
più interessante della chiesa che ne caratterizza l'unicità e la signorilità in
tutto il Frignano è costituito dagli affreschi scoperti nel 1978, con successivo
intervento di restauro conservativo. Gli affreschi coprono i muri laterali
(della parte originaria della chiesa) e tutta la volta absidale. Ricoperti da
una mano di calce per almeno quattro secoli (la copertura dovette avvenire in
occasione della peste del XVII secolo), non se ne ebbe più notizia fino al
casuale e fortunato ritrovamento nel '78. Non è possibile attualmente stabilire
con esattezza il periodo e l'attribuzione degli affreschi, presumibilmente
anteriori al periodo rinascimentale; essi potrebbero far supporre la presenza di
elementi tardo gotici, ma non sono da escludersi influenze toscane. Ci troviamo,
del resto, di fronte a diverse fasi di composizione (alcune più ingenue rispetto
ad altre più raffinate) e di diversa epoca, nel loro insieme tuttavia di
esecuzione sapiente ed accurata, soprattutto nella parte absidale, di indubbio e
rilevante interesse e valore artistico.
Testo a cura
di Claudio Caselgrandi Fotografia Archivio Manfredini
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Vedi anche: >>Com.
di Pavullo
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