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Montecuccolo
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Itinerario: Campo d'Aviazione, Ca' d'Agnino La Croce, Ca' de Montecucciani, Montecuccolo (a piedi o in mountain bike).
Montecuccolo, Le Fontane, Oratorio di Ca' di Chino, Serra di Porto, Mediana, Pavullo (a piedi).
Pavullo, via Giardini Sud, bivio per Montecuccolo, Montecuccolo (in auto, a piedi o in mountain bike).

Il più celebre castello del Frignano è innalzato su un rilievo roccioso dello sprone meridionale del “Mons qui vocatur Cuculi” (1207), il quale si insinua profondamente nella vallata della Scoltenna. Dall'alto della sua posizione naturalmente fortificata e attraverso una prima grande triangolazione difensiva con Gaiato e Semese, esercitava un presidio sicuro della valle della Scoltenna e della antica viabilità che collegava Modena con la Toscana (Mutina Pistoria e Mutina Lucca), avendo come retroterra il fertile altopiano pavullese del Frignano centrale. Succeduto al castello di Renno di Sopra come castello della Pieve di Renno, diventa nel basso Medioevo (secoli XI XIV) il centro del sistema difensivo del Frignano, assumendo così il ruolo di castello di valle. E' stata la dimora avita della potente famiglia Montecuccoli, che ha rapidamente imposto la sua supremazia nella regione, ottenendo l'investitura imperiale da Ottone IV nel 1212, rinnovata da Carlo IV nel 1368, che concesse pure di adornare con l'aquila imperiale lo stemma gentilizio. In qualità di “avvocati” della Badia di Frassinoro i Montecuccoli dominavano anche la valle del Dolo Dragone con un feudo che nel 1472 poteva annoverare 17 castelli e 6 ville. Nel 1609 vi nasce Raimondo Montecuccoli, futuro comandante degli eserciti imperiali asburgici e celebrato salvatore della cristianità nella definitiva battaglia contro i Turchi sul fiume Raab (1664). Da questo periodo inizia un lento declino e nel 1799 il feudo subisce il cannoneggiamento ed il saccheggio da parte delle truppe francesi del generale Mac Donald; anche nell'ultima guerra, a seguito di un'azione partigiana, i tedeschi vi appiccano un incendio che ne deteriora gravemente le strutture. Ora tutta la struttura è in fase di recupero e restauro.
Il CASTELLO si deve intendere comprensivo del borgo se non dell'intero monte, infatti si possono rilevare a vari livelli perimetri murati che si vedono tuttora a valle del castello sul versante Sud Est.
La CINTA MURARIA merlata del castello vero e proprio si sviluppa nel tempo in tre cortine successive. La prima molto massiccia ha un tracciato poligonale e fu costruita a difesa della torre, della cisterna e della primitiva dimora feudale. La terza include il corpo di guardia e una seconda grande cisterna, abbracciando tutto lo sperone.
La TORRE principale o mastio, è a pianta quadrata e staccata dai successivi corpi di fabbrica. Il coronamento merlato, in mattoni su beccatelli arcuati, è di costruzione posteriore secondo un modello stilistico in uso nel periodo signorile.
La DIMORA feudale si sviluppa in quattro corpi di fabbrica successivi in linea lungo l'asse Nord Sud fino ad annettere la “torre d'angolo” per una lunghezza totale di circa 50 metri. I vari piani sono serviti da una bella scala a chiocciola situata in apposito vano cilindrico sporgente dal corpo centrale e formata da gradini monolitici sovrapposti incastrati nel muro che risulta variamente bucato da feritoie e finestrelle di originale fattura. Al primo piano è d'obbligo visitare la stanza, detta di Raimondo, con due finestre a sedili contrapposti, coppia di feritoie che traguardano la piazzetta, un bellissimo camino scolpito con stemma sbalzato e un fregio di coronamento sui quattro lati dipinto a volute e fogliami con stemmi. All'ultimo piano, dal grande vano protetto ricavato con l'ultimo restauro, si accede attraverso un portale con architrave decorato da stemma ancora privo di aquila imperiale (anteriore al 1368) al panoramico CAMMINAMENTO di gronda. Subito a sinistra dell'accesso al castello, sul lato Est, attraverso uno stretto cunicolo si può visitare la PRIGIONE seminterrata, le cui pareti sono graffite da disegni e scritte dei condannati.
Il BORGO (documentato dal 1276) costruito ai piedi del castello e disposto intorno alla piazzetta, ha l'accesso principale dal portale archiacuto, rivolto verso Renno, allo spigolo Sud Ovest. In esso, a lato della chiesa si trovano la Canonica e il Palazzo del Podestà (governatore della podesteria di Montecuccolo), con pregevoli particolari quali gli architravi delle finestre e il grande camino interno scolpito ad arte.
La CHIESA, elencata all'inizio del 1200 come cappella dipendente dalla Pieve di Renno, occupa il lato Est della piazza con un tipico campanile a vela, costruito sul protiro, che si riscontra anche nella chiesetta di Sant'Anna a Lavacchio. Il portale reca un architrave datato 1454 e si riferisce alla costruzione dell'attuale chiesa. Il periodo di maggior splendore dovette raggiungerlo tra il XV e il XVI secolo: lo storico Sorbelli lo elenca fra le splendide dimore signorili quattrocentesche. Alla decadenza materiale del castello corrispondeva anche la decadenza politica: la sua funzione di capoluogo del Medio Frignano fu assunta a partire dal 1818 da Pavullo. Acquistato dal Comune di Pavullo nel 1961, dal 1977 sono stati effettuati alcuni interventi, ed è tuttora in fase di recupero e valorizzazione funzionale per la collettività.

Testo a cura di Claudio Caselgrandi
Fotografie Archivio Manfredini

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