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Itinerario: (da Pavullo) Fontana del Canone, Casa Mazzoni, Campiano, Guerro,
Monte della Campana o Monteobizzo, Chiesa di Monteobizzo (a piedi). Oppure:
via Giardini Sud, bivio per Verica, chiesa di Monteobizzo (in auto, bici o a
piedi) Sentiero del rio del Vescovo, Gualesa, Monte della Campana (a piedi).
Fra i rilievi collinari sovrastanti, ad Est della conca pavullese, dai nomi
suggestivi: Poggiocastro, Montenero, Monteobizzo; merita particolare attenzione,
da punto di vista storico, quest'ultima località, poiché gli studiosi hanno
ormai concordemente individuato in questa zona il centro del sistema difensivo
medioevale del Frignano centrale, se non dell'intero Frignano. L'importante
struttura fortificata, “Castrum Feronianum”, risalente all'epoca bizantina,
costituiva una sorta di “castello capoluogo” di un vasto distretto territoriale,
che controllava mediante una serie di rocche e fortezze disposte a raggiera. Non
permangono tracce di questa antica fortificazione, nè della più antica chiesa
plebana del Frignano, la “Plebs de Paule”, che doveva comunque trovarsi nei
pressi. Il monte, il cui nome più antico è quello di Monte San Vincenzo, è con
una certa sicurezza menzionato in due documenti del secolo XI. A partire dal
secolo successivo, in relazione alla decadenza dell'antico sistema
altomedioevale, la funzione di centro del sistema difensivo nel territorio del
Frignano verrà assunta dal castello di Montecuccolo, trasformazione strutturale
contrassegnata anche dal trasferimento dell'antica «Plebs de Paule" a Renno, nel
1157. Nel periodo bassomedioevale la località assumerà importanza, quando il più
famoso esponente della famiglia feudale dei Montegarullo, Obizzo, pone una delle
sue residenze nel castello sul monte di San Vincenzo, che da questo momento
assumerà il nome di Monteobizzo. Siamo alla fine del 1300, nel pieno della
ribellione di Obizzo nei confronti degli Estensi; Monteobizzo, insieme a molti
altri castelli (Miceno, Montebonello), sarà l'ultimo baluardo della resistenza
di Obizzo, che dovrà comunque arrendersi nel 1408. L'esistenza della torre
difensiva è documentata fino al 1536. Attualmente si può risalire al monte di
Obizzo, ora detto Monte della Campana, da diversi percorsi che partono dalla
conca pavullese; procedendo dalla località “Gualesa”, ove si può ammirare un
imponente Rovere, si giunge ad un notevole portale, presumibile accesso al
castello, connesso a tratti di muri di cinta, chiaramente riconoscibili, pur
nella impervietà del luogo nel quale la natura è ritornata padrona. Alcuni
recenti saggi superficiali sulla vetta hanno evidenziato l'esistenza di
strutture murarie.
Chiesa di Monteobizzo La chiesa, intitolata a San Vincenzo, può essere considerata l'erede dell'antica
“Plebs de Paule”. L'impianto architettonico, nella veste attuale, risale ad una
strutturazione del 1650, con rifacimento della facciata, sopraelevazione della
navata, aggiunta delle cappelle laterali e della canonica. Solo la
pregevolissima abside è attribuibile alla costruzione anteriore, presumibilmente
del XII secolo, di inconfondibile stile romanico, con alcuni elementi di
influsso gotico, risalenti ai secoli XII XIV L'abside è semicircolare in conci
di arenaria-macigno, accuratamente lavorati, disposti su file parallele e di
altezza uniforme sullo stesso corso (“opus quadratum”); il basamento leggermente
sporgente e smussato, due finestre monofore arcuate a tutto sesto; cornice di
coronamento con listello raccordato a sguscio a una serie di archetti pensili a
doppia impronta: semicircolare quella interna, a sesto acuto quella esterna, con
peducci scolpiti a bassorilievo a foggia di leoni messi di fronte, di fianco,
affrontati sulla mezzeria, e di due teste umane a chiusura della serie; portale
archiacuto (ora tamponato) sul fianco meridionale del presbiterio che presenta
un perimetro murario posteriore all'abside.
Testo a cura di Claudio
Caselgrandi
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Vedi anche: >>Com.
di Pavullo
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