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Itinerario: Pavullo, strada per Polinago, Miceno, sul rio Giordano, bivio per
Monzone proseguendo sulla provinciale, a 2 Km. Frassineti. Posto a 700 m. s.l.m., sul fianco sinistro del fiume Cogorno, arricchito e
valorizzato da un prezioso patrimonio naturalistico e paesaggistico, il centro
storico di Monzone deriva da un'antica struttura fortificata, più volte
rimaneggiata causa i drammatici eventi bellici di cui il paese è stato teatro.
Il castello di Monzone è sorto intorno al XII secolo, e costituì una delle più
importanti rocche militari del Medio Frignano. Nel 1214, la Rocca di Monzone,
che pare appartenere ai bolognesi, assediata dalle truppe del comune di Modena,
fu distrutta. Ricostruita, fu nuovamente espugnata nel 1235. Verso gli ultimi
anni del XIII secolo, il castello di Monzone fu occupato dalla famiglia dei Da
Montegarullo e da questi presumibilmente restaurato e fortificato, ma nel 1303
l'esercito inviato da Modena dovette nuovamente inter venire per sedare
ribellioni e dopo 5 mesi di assedio occupò ancora una volta la rocca occupazione
temporanea perché nel 1305 tutto il Frignano si ribellò alla signoria estense.
Seguirono torbide vicende e nuove ribellioni fino all'ultima avventura di Obizzo
da Montegarullo contro gli Estensi: Monzone, uno dei più forti castelli di
Obizzo, fu espugnato solo nel 1406, subendo una grave distruzione. L'importanza
e l'originalità di Monzone nel Medioevo, al di là delle vicende belliche,
consiste tuttavia nell'essere stato la sede del Consiglio Generale del Frignano
(oltre a Monteobizzo e Sestola). A testimonianza di questa importante funzione politico amministrativa, resta uno
dei monumenti più significativi del nostro territorio: la “Domus Comunis
Fregnani”, splendida dimora trecentesca (ora ridotta a casa privata); qui si
svolse un famoso Consiglio Generale il 24 febbraio 1342, a cui parteciparono gli
ufficiali generali del Comune di Frignano, tutti i consiglieri dei singoli
Comuni e i nobili delle più importanti famiglie frignanesi (Montecuccolo,
Montegarullo) e un gran numero di popolani. L'ordine del giorno del Consiglio
rivestiva particolare importanza, poiché dovevano essere valutate alcune
proposte di modifica degli Statuti Frignanesi (1337). In questa sede si elessero
gli Statutari (nobili e popolani) e si deliberarono norme di carattere
amministrativo e giuridico. Il Palazzo Comunale rappresenta ancora oggi uno
degli elementi più rilevanti della struttura urbana di Monzone, posto di testata
all'isolato centrale del borgo, su una piccola piazza antistante il rialzo
roccioso, sulla quale doveva aprirsi la porta di ingresso alla rocca. Data
l'importanza della sua funzione pubblica ed il suo carattere di rappresentanza
dovettero, per la sua realizzazione, essere chiamate le maggiori maestranze
comacine, già molto attive in tutto l'Appennino tosco emiliano, all'inizio del
Trecento. Il palazzo è a tre piani: l'ingresso principale, rialzato al primo
piano, doveva disporre di un balconcino, ora scomparso, che conduceva al portale
ancora esistente sul lato sinistro della facciata (ora parzialmente tamponato
come finestra). Tutto il primo piano doveva essere occupato da una grande sala,
illuminata da due pregevoli bifore con colonnina centrale. Di grande interesse
le decorazioni scultoree incentrate sui motivi del cordone, del solco ondulato,
dell'aquila, del fiore, del sole raggiante, della croce. A piano terra si
riscontrano alcuni elementi originali: una finestra con architrave decorato dal
solco ondulato e un portale sul fronte della strada, ora murato, ad arco a tutto
sesto decorato al centro dalla rosetta a sei petali inscritta nel cerchio.
L'edificio, pur avendo mantenuto la sua severa imponenza, risulta mortificato
dalle ristrutturazioni funzionali all'uso attuale.
Testo a cura
di Claudio Caselgrandi Fotografia Archivio Manfredini
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Vedi anche: >>Com.
di Pavullo
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