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Pavullo n. F.
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Centro storico e zone periferiche (a piedi e/o in auto o bici)


Il Centro storico di Pavullo ha purtroppo subito nel tempo molti rimaneggiamenti e molte ricostruzioni dovute in gran parte anche alle gravi distruzioni subite durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nell'antico nucleo abitativo che si sviluppa tra piazza Montecuccoli, via Umberto I, la “Fonda”, via del Mercato e via Giardini, esistono ancora vicoli, portali in arenaria, botteghe e abitazioni di un certo interesse storico architettonico.
Partendo da piazza Montecuccoli, con un breve itinerario a piedi, è innanzitutto interessante considerare le due case "gemellate" del '6-700 che si affacciano sulla piazza stessa con i tipici portali sovrastati da maestà a nicchia. Il vicolo che le separa appartiene a un quadrivio di vie che si incrociano al centro mediante il “Voltone”, superstite segno della prospettiva spaziale del borgo medioevale.
A fianco del “Voltone” un portale del 1600. Significativo era l'edificio d'angolo denominato “Fondaco Benedetti”, alla confluenza tra le antiche strade via Umberto I e via del Mercato: la casa, ora completamente ristrutturata, era l'unico esemplare rimasto delle molte botteghe dell'ospedale di San Lazzaro.
Proseguendo lungo via Mercato, sul lato destro della strada Casa Gottardi: fu un palazzo con annessa cappella di una delle famiglie più importanti di Pavullo. Attualmente la costruzione, completamente ristrutturata, ha perduto i caratteri architettonici originari; permangono solo alcune iscrizioni lapidarie che ricordano il celebre passaggio di Papa Pio VII nel 1804. Altri celebri ospiti della Casa Gottardi furono il Vescovo di Modena Ludovico Masdoni, nel 1704, il Cardinale Tanara, nel 1709, e più volte il Duca di Modena Francesco III (1738 1745). Di particolare interesse, sempre in via Mercato, la settecentesca dimora caratterizzata da un bel portale sovrastato da un elegante balcone in ferro battuto al quale si accede mediante un altro simile portale di dimensioni ridotte.
L'antica chiesa di San Lazzaro e San Bartolomeo fu completamente distrutta durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, e ricostruita tra il 1954-58, arretrata rispetto alla precedente e vagamente ispirata ad un Trecentesco modernizzato (la facciata è rivolta ad Ovest verso Piazza Montecuccoli). Anche l'antico Albergo della Posta fu in gran parte distrutto e l'edificio che l' ha sostituito (sempre sul fianco della Chiesa) è ora sede della Casa di Nazareth.

Per fare alcune considerazioni sul Centro storico di Pavullo, si può dire che le case, che si snodano fiancheggiando la via Giardini e la via del Mercato su due lati, sottolineano la direttrice Nord-Sud lungo la quale è andato sviluppandosi il primitivo borgo. Nell'insieme di una decorosa edilizia abitativa, emergono alcuni esempi di maggior pregio come ad esempio: Palazzo Ferrari in piazza Montecuccoli; Palazzo Ghibellini che digrada a tre livelli verso Piazza Cesare Battisti e conserva tuttora, verso via Marchiani, un prezioso polmone di verde; Palazzo Franchini (ex ospedale, ex Hotel Frignano), dalla caratteristica struttura simmetrica e digradante, sulla via Giardini, mentre sul lato Ovest (Palamaio) rimane uno dei rari esempi di edilizia vernacolare (recentemente ristrutturato).
Quasi assediata dall'edilizia che ha saturato del tutto l'ex Prato della Fiera, ha conservato il simulacro del primitivo corpo di fabbrica a corte chiusa “La Cà”, antica azienda agricola ora trasformata in discoteca.
Tutti i dintorni sono caratterizzati da antichi insediamenti rurali come il Casolare (verso Montecuccolo), la Galeotta (nel bel mezzo dei “piani” di Pavullo), Monte Maramagna (verso Lavacchio)..., armonicamente incastonati nel paesaggio e testimonianza di una civiltà di cui è ancora possibile percepire il riverbero, l'eco e la nostalgia.
La grande piana a Sud di Pavullo è sede del Campo di Aviazione, prestigioso in passato per la scuola di volo a vela e tuttora meta per il tempo libero e sede di manifestazioni aeree. Nella stessa vallata si innalza la bella ciminiera di una vecchia fornace, ora in condizioni disastrate causa un incendio.

Parco e Palazzo Ducale
Giungendo a Pavullo da Modena per la via Giardini, si percorre un rettilineo in leggero pendio, la “Montata” per i pavullesi, fiancheggiato fin quasi alla piazza principale del paese e alla sua torre, da una magnifica vegetazione. Ci si trova ad attraversare l'importante parco, voluto dal duca di Modena Francesco IV d'Este, a nobile e naturale completamento del palazzo in esso inserito e fatto costruire tra il 1830 e il 1844 per la propria residenza estiva. Nei pochi decenni in cui fu adibito a questa funzione, vi alloggiarono altresì illustri personaggi come i reali infanti di Spagna, l'imperatrice Maria Anna d'Austria, il granduca di Toscana, don Carlo e don Ferdinando di Borbone. Il palazzo, progettato dal prof. Sante Cavani e disegnato dall'ing. Antonio Randelli, è una simmetrica ed elegante costruzione in stile neoclassico che si sviluppa su tre piani più il sottotetto e le imponenti e vaste cantine. E' privo da tempo di mobili e suppellettili d'epoca, ma vale la pena comunque dare un'occhiata al portone principale con i pomoli a forma di aquila estense. Entrando e attraversando l'austero atrio si può uscire nella parte posteriore dell'edificio dove, proprio sotto il passaggio che collega, a livello del primo piano, il palazzo al parco, è adagiata una notevole vasca in arenaria, scavata in un unico blocco. Altri due edifici in tufo, posti in posizione simmetrica rispetto al Palazzo ducale, si trovano lungo la via Giardini. Furono fatti costruire da Francesco IV tra il 1816 ed il 1819, e fungevano l'uno da Caserma dei Pionieri e l'altro da Prigione e Giusdicenza (trasferita in quegli anni da Montecuccolo a Pavullo). Risalente alla stessa epoca anche la vicinissima ex Caserma dei Carabinieri, molto rimaneggiata, è ora sede della Comunità Montana. Sul lato Ovest della via Giardini degrada verso il fondovalle una vasta pineta, alberata agli inizi del secolo. In essa, nell'area detta “Paradiso dei Pini”, che sorge sulla terra di riporto derivante dallo sbanco dell'edificio ducale, si possono ammirare alcuni magnifici esemplari di Sequoia Gigante.  

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