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Renno
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Itinerario: Pavullo, bivio per Sestola, Renno (in auto o in bici).
Consigliabile percorrere a piedi l'antica strada che congiungeva Renno a Montecuccolo passando per Piantacroce (Renno di Sopra), Ca'de Montucciani, Montecuccolo o viceversa (integrazione all'itinerario di Montecuccolo).

Protetta dal Castello di Montecuccolo, sul versante che digrada verso il fiume Scoltenna, la Pieve di Renno rappresenta una delle testimonianze storiche ed architettoniche più rilevanti e prestigiose del Frignano. La località è menzionata già a partire dall'anno 890 in uno fra i più antichi documenti della nostra zona che attesta l'importante funzione svolta da Renno nell'altomedioevo per l'intero Frignano: con ogni probabilità ebbe infatti sede a Renno una “Curti maior”, una corte regia maggiore, centro fiscale e giurisdizionale del territorio, inserita nell'ordinamento locale longobardo carolingio e prima ancora bizantino. Nell'anno 931 si svolge a Renno un importante placito, atto giudiziario, riguardante vari beni posti in diverse località del Frignano. Altri interessanti insediamenti si riscontrano nelle località vicine di “Le Serre” e dell' “Amola”. Renno, ben inserito nel sistema viario medioevale, era collegato a Pavullo tramite il percorso Monteobizzo Casolare Mediana Ca' Paullo, e da Renno la strada proseguiva verso il ponte di Olina Prugneto fino al fondovalle Scoltenna, ove si dipartivano i due tronconi della “Mutina Pistoria” e della “Modena Lucca”. L'antica centralità, l'importanza del sistema stradale, l'accresciuta consistenza demografica della zona nel corso dei secoli XI e XII furono probabilmente le ragioni che indussero il Vescovo Ribaldo a trasferire l'antica “Plebs de Paule” a Renno; il trasferimento fu sancito ufficialmente nel 1157 dal Vescovo di Modena Enrico Montecuccoli. La Pieve di San Giovanni di Renno divenne così il capoluogo religioso di gran parte del Frignano e negli elenchi del XIII e XV secolo risultano essere alle sue dipendenze non meno di trenta cappelle. In quanto pieve, Renno costituì una “ecclesia cum collegio”, avente cioè un collegio di canonici in essa residenti e svolse la sua importante funzione fino all'epoca delle costituzioni delle parrocchie. Dal punto di vista politico, Renno restò soggetto per tutta l'epoca moderna alla dominazione dei Montecuccoli.

Caratteristiche artistiche ed architettoniche della Chiesa
La Chiesa di San Giovanni di Renno presenta a tutt'oggi molti problemi in sede di ricostruzione storica ed architettonica: l'edificio, pur avendo attraversato varie fasi di ristrutturazione, l'ultima delle quali nel 1782, evidenzia ancora caratteri originali dell'architettura altomedioevale. Diversi elementi tipologici e strutturali inducono ad attribuire l'impianto originale della costruzione ad un periodo compreso fra l' VIII e il IX secolo, per gli evidenti influssi di derivazione bizantino longobarda singolarmente combinati all'epoca carolingia. Nella Chiesa di Renno si incontrano infatti, in una prima originale composizione, elementi culturali ed architettonici provenienti da Ravenna, Pavia e dalla Francia: la pianta basilicale a tre navate è infatti di derivazione bizantino ravennate, con l'abside semicircolare; la faccia a capanna è di chiara impronta lombarda (stile romanico) con tessitura dei muri ad “opus quadratum”. Il basamento si presenta con cornice sagomata corrente sui due fianchi e interrotto a Nord dall'aggiunta della cappella semicircolare e dal campanile (1705), dalla sacrestia e dalla cappella Montecuccoli a Sud. L'interno è caratterizzato da pilastri di tre tipi:
- colonne ottagonali di rarissima fattura (che richiamano la chiesa francese di S.Avit d'Orleans, secolo VII);
- pilastroni di sezione rettangolare su uno dei quali è affrescato il Battesimo di Gesù (secolo XV);
- semicolonne di tipo bizantino, in particolare quella di conclusione delle arcate della navata principale a lato dell'arco di trionfo che dovevano immettere in due absidiole laterali, ora scomparse.
Un altro elemento originale da segnalare è il monogramma di Cristo che “segna”, secondo una tradizione del VII X sec. il primo pilastro ottagonale di destra. Soffitto a cassettoni e decoro settecentesco dei pannelli di tavole. Pregevole è l'acquasantiera scolpita in un blocco di marmo rosso di Verona, dono della marchesa Anna, madre di Raimondo Montecuccoli, in occasione del battesimo del figlio (1609).

Testo a cura di Claudio Caselgrandi
Fotografia Archivio Manfredini

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