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Verica
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Itinerario: Pavullo, bivio per Verica, Verica (in auto o in bici).
(Integrazione all'itinerario di Semese o Sassoguidano)
Comodo, poco prima del paese, sulla destra, l'accesso al promontorio ove è ubicato il Castello di Monterastello (ora residenza privata).

Intitolata a San Geminiano, la chiesa è stata più volte rimaneggiata, per essere infine ristrutturata completamente nel secolo XVIII. La vasta e fertile conca di Verica dovette storicamente costituire un luogo di insediamento e di transito di eccezionale importanza, trovandosi sul fondovalle Scoltenna Panaro, zona di confine e collegamento fra la montagna bolognese e modenese e con agevole accesso alla Pianura Padana. Secondo la tradizione nell' 881 il Vescovo Leodolino vi avrebbe consacrato la chiesa. Con maggiore certezza documentaria è possibile far risalire la costruzione della pieve ai secoli XI XII: nel 1145 è certa l'esistenza della chiesa di San Geminiano e nel 1278 è citato Arduino arciprete della pieve di Verica. La chiesa battesimale era naturalmente connessa ad una struttura difensiva: il Castello di Verica, il quale sorgeva, avendone mantenuto il nome, nel centro dell'attuale paese e si collegava ad un ricco ed articolato sistema di fortificazioni del pendio (castelli di Semese, Monterastello, Corogno, Brocco) dalla famiglia dei Montecuccoli.

Caratteristiche architettoniche
Dopo la ristrutturazione del 1787 la Chiesa di Verica ha perduto la sua originaria identità architettonica, dato il rifacimento della facciata, della copertura della parte presbiteriale e absidale. Solo alcuni particolari affiorano a testimonianza dell'antica struttura: parte basamentale della torre campanaria ad “opus quadratum” e presenza di una feritoia sul lato Est. All'interno, dieci pregevoli statue di terracotta, di cui cinque provenienti dalla Chiesa di San Giacinto di Semese (quattro di esse attribuite al Begarelli); pala d'altare di una cappella costituita da 15 riquadri dipinti su tela, attribuibili al secolo XVI.

Testo a cura di Claudio Caselgrandi

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