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Rubbiano, Vitriola, Frassinoro, Monchio
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Rubbiano: Pieve di Santa Maria Assunta Immersa in un paesaggio di incantevole suggestione, sorge la bella pieve di
Santa Maria, quasi intatta nelle sue armoniose proporzioni romaniche. Nella
semplice facciata, ricostruita dopo che la chiesa fu accorciata di una o più
arcate per ragioni statiche, si aprono un portale a strombo ed una bifora su
colonnine binate. Le splendide absidi, dalla perfetta muratura, risultano nettamente separate fra
loro e disposte a scalare, cioè con la mediana più sporgente. Da notare le
sculture (in parte rimaneggiate) dei capitelli delle semicolonne, delle mensole
che reggono gli archetti e delle lunette, raffiguranti motivi vegetali, zoomorfi
e figure umane. A fianco della pieve si innalza l'imponente campanile, per
alcuni studiosi eretto in epoca romanica e sopraelevato della cella campanaria
in età barocca. Di grande armonia è I'intemo, a croce latina e diviso in tre
navate. I capitelli presentano una ricca ornamentazione, che coniuga motivi di
gusto altomedioevale ad aggraziati decori neocorinzi ed a robuste figure di
animali fortemente espressive. Interessanti sono anche le fasce che percorrono i
muri interni delle absidi, dove si altemano decori di stile arcaico ed elementi
zoomorfi. Completa l'arredo Scultoreo della chiesa una bellissima acquasantiera,
ornata da raffinate figure femminili, due delle quali presentano corpo di sirena
alata e zampe d'arpia. L'eleganza del modellato richiama la vasca battesimale di
Ganaceto ed è probabile che entrambe siano opera dello stesso autore. Varie
sono le ipotesi sulla datazione della pieve: per alcuni risalirebbe, almeno in
parte, ad epoca pre-romanica, per altri fu invece eretta nel XII secolo. |
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Vitriola: Chiesa di Sant'Andrea Secondo la tradizione la chiesa di Vitriola fu sondata da Matilde di Canossa
nell'XI secolo. Conserva dell'originario edificio la facciata e parte dei
fianchi, composti da regolari blocchi di pietra. Nell'arcata del portale si trova e copia di una lunetta (l'originale è
all'interno) nella quale sono scolpiti Cristo benedicente tra due chierici e due
simboli degli Evangelisti: un'aquila e un angelo. L'ingenua e rozza esecuzione,
dovuta probabilmente a un lapicida locale attivo nella seconda metà dell'XI
secolo, lascia tuttavia trapelare una fresca e vivace espressività. |
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Frassinoro: Chiesa di Santa Maria e San Claudio Nel 1071 Beatrice di Lorena e la figlia Matilde di Canossa fondarono a
Frassinoro un monastero benedettino e lo dotarono di vasti possedimenti
territoriali e di copiani beni. La chiesa abbaziale era straordinariamente ricca
di arredi e preziose sculture marmoree: in ciò si distingueva dalle altre chiese
della montagna modenese, le cui parti strutturali e decorative erano fatte per
lo più di pietra arenaria. I pregiati marmi di Frassinoro provenivano in gran parte dalle cave di Carrara,
ma molti erano i pezzi di reimpiego, appartenuti un tempo alla Modena romana e
all'antica città toscana di Luni. Nel XV secolo una frana distrusse l'abbazia ed
i pochi pezzi rimasti furono riutilizzati nell'attuale chiesa, neI campanile e
nell'adiacente canonica. Colonne e capitelli, scolpiti con vigorosa fantasia
ornativa, sono inseriti nelle cappelle, usati come acquasantiere o piedistalli
di statue, oppure sovrapposti per formare l'insolito fonte battesimale
all'intemo della chiesa. Altri si possono vedere sul sagrato o nelle bifore del
campanile e della canonica. Degno d i nota è un rilievo scolpito su una lastra
triangolare (forse uma lametta o parte del fianco di un sarcofago) che raffigura
Cristo tra due grifoni, simboli deI peccato. Delle preziose suppellettili
dell'abbazia rimane una splendida colombina eucaristica: si tratta di uma
pisside a forma di colomba, cesellata e decorata da smalti e gemme, che nel
medioevo veniva sospesa, tramite catenelle, sull'altare. |
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Monchio: Pieve di Santa Giulia e Oratorio di San Vitale Distrutta dai nazisti durante l'ultimo conflitto mondiale, la "Pieve dei Monti",
dedicata a Santa Giulia, è stata ricostruita nel luogo originario e nelle forme
che presumibilmente doveva avere nel XII secolo, quando fu fondata. Dell'edificio romanico restano oggi solo tre capitelli, collocati all'interno
sulle colonne che separano la navata centrale da quella di sinistra. Sono ornati
da decori geometrici e morbide curve concentriche. Poco distante sorge il
piccolo Oratorio di San Vitale, risalente al XIII secolo. Tracce della muratura
originale, in conci regolarmente squadrati, si trovano nella facciata e nel
fianco destro. Un portale con arco monolitico si apre in facciata, mentre una
grande finestra strombata è presente nella parte absidale. |
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