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Itinerario 4
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Rubbiano, Vitriola, Frassinoro, Monchio

Rubbiano: Pieve di Santa Maria Assunta
Immersa in un paesaggio di incantevole suggestione, sorge la bella pieve di Santa Maria, quasi intatta nelle sue armoniose proporzioni romaniche. Nella semplice facciata, ricostruita dopo che la chiesa fu accorciata di una o più arcate per ragioni statiche, si aprono un portale a strombo ed una bifora su colonnine binate.
Le splendide absidi, dalla perfetta muratura, risultano nettamente separate fra loro e disposte a scalare, cioè con la mediana più sporgente. Da notare le sculture (in parte rimaneggiate) dei capitelli delle semicolonne, delle mensole che reggono gli archetti e delle lunette, raffiguranti motivi vegetali, zoomorfi e figure umane. A fianco della pieve si innalza l'imponente campanile, per alcuni studiosi eretto in epoca romanica e sopraelevato della cella campanaria in età barocca.
Di grande armonia è I'intemo, a croce latina e diviso in tre navate. I capitelli presentano una ricca ornamentazione, che coniuga motivi di gusto altomedioevale ad aggraziati decori neocorinzi ed a robuste figure di animali fortemente espressive. Interessanti sono anche le fasce che percorrono i muri interni delle absidi, dove si altemano decori di stile arcaico ed elementi zoomorfi. Completa l'arredo Scultoreo della chiesa una bellissima acquasantiera, ornata da raffinate figure femminili, due delle quali presentano corpo di sirena alata e zampe d'arpia. L'eleganza del modellato richiama la vasca battesimale di Ganaceto ed è probabile che entrambe siano opera dello stesso autore.
Varie sono le ipotesi sulla datazione della pieve: per alcuni risalirebbe, almeno in parte, ad epoca pre-romanica, per altri fu invece eretta nel XII secolo.
 

Vitriola: Chiesa di Sant'Andrea
Secondo la tradizione la chiesa di Vitriola fu sondata da Matilde di Canossa nell'XI secolo. Conserva dell'originario edificio la facciata e parte dei fianchi, composti da regolari blocchi di pietra.
Nell'arcata del portale si trova e copia di una lunetta (l'originale è all'interno) nella quale sono scolpiti Cristo benedicente tra due chierici e due simboli degli Evangelisti: un'aquila e un angelo. L'ingenua e rozza esecuzione, dovuta probabilmente a un lapicida locale attivo nella seconda metà dell'XI secolo, lascia tuttavia trapelare una fresca e vivace espressività.
 

Frassinoro: Chiesa di Santa Maria e San Claudio
Nel 1071 Beatrice di Lorena e la figlia Matilde di Canossa fondarono a Frassinoro un monastero benedettino e lo dotarono di vasti possedimenti territoriali e di copiani beni. La chiesa abbaziale era straordinariamente ricca di arredi e preziose sculture marmoree: in ciò si distingueva dalle altre chiese della montagna modenese, le cui parti strutturali e decorative erano fatte per lo più di pietra arenaria.
I pregiati marmi di Frassinoro provenivano in gran parte dalle cave di Carrara, ma molti erano i pezzi di reimpiego, appartenuti un tempo alla Modena romana e all'antica città toscana di Luni. Nel XV secolo una frana distrusse l'abbazia ed i pochi pezzi rimasti furono riutilizzati nell'attuale chiesa, neI campanile e nell'adiacente canonica. Colonne e capitelli, scolpiti con vigorosa fantasia ornativa, sono inseriti nelle cappelle, usati come acquasantiere o piedistalli di statue, oppure sovrapposti per formare l'insolito fonte battesimale all'intemo della chiesa. Altri si possono vedere sul sagrato o nelle bifore del campanile e della canonica. Degno d i nota è un rilievo scolpito su una lastra triangolare (forse uma lametta o parte del fianco di un sarcofago) che raffigura Cristo tra due grifoni, simboli deI peccato. Delle preziose suppellettili dell'abbazia rimane una splendida colombina eucaristica: si tratta di uma pisside a forma di colomba, cesellata e decorata da smalti e gemme, che nel medioevo veniva sospesa, tramite catenelle, sull'altare.
 

Monchio: Pieve di Santa Giulia e Oratorio di San Vitale
Distrutta dai nazisti durante l'ultimo conflitto mondiale, la "Pieve dei Monti", dedicata a Santa Giulia, è stata ricostruita nel luogo originario e nelle forme che presumibilmente doveva avere nel XII secolo, quando fu fondata.
Dell'edificio romanico restano oggi solo tre capitelli, collocati all'interno sulle colonne che separano la navata centrale da quella di sinistra. Sono ornati da decori geometrici e morbide curve concentriche.
Poco distante sorge il piccolo Oratorio di San Vitale, risalente al XIII secolo. Tracce della muratura originale, in conci regolarmente squadrati, si trovano nella facciata e nel fianco destro. Un portale con arco monolitico si apre in facciata, mentre una grande finestra strombata è presente nella parte absidale.
 

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