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Comunità Montane: conciliare efficienza e una struttura adeguata

Firmato in Regione un Patto per l’autoriforma delle Pubbliche Amministrazioni
Muzzarelli: Pavullo polo ordinatore fondamentale per tutta la montagna

Gian Carlo Muzzarelli, Presidente della commissione regionale Territorio Ambiente Mobilità, osserva, in merito alle possibili modifiche relativamente alla composizione delle Comunità Montane nel nostro territorio, che l’esclusione di Pavullo sarebbe un atto assurdo.
“Chi sembra auspicare l’esclusione, dicendo che per Pavullo non ci sarebbero problemi, rema contro gli interessi del Comune, che è un centro importante, “polo ordinatore” di tutto il Frignano e non solo. Affermare il contrario significa creare solo una polemica strumentale contro gli stessi interessi di Pavullo e della montagna.

Altro discorso è ragionare su modifiche e razionalizzazioni. In attesa dell’approvazione definitiva della legge Finanziaria nazionale per il 2008, la Regione si è attivata, firmando insieme a Province, Comuni, Comunità Montane, il “Patto interistituzionale per l’autoriforma dell’amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni, il riordino istituzionale”.
Il Patto è stato sottoscritto ieri, lunedì 10 dicembre, dal presidente della Regione Vasco Errani, dal presidente dell’Upi Emilia-Romagna Pier Giorgio Dall’Acqua, dal presidente regionale dell’Anci Sergio Cofferati, dal presidente della Legautonomie Gaetano Sateriale e dal presidente dell’Uncem Giovanni Battista Pasini.
“L’obiettivo del Patto è quello di qualificare e dare più efficienza al sistema di governo regionale e locale dell’Emilia-Romagna”, evidenzia Muzzarelli.
Nel Patto, i firmatari “convengono sugli obiettivi e sulle azioni sottoscritte da Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane con il Governo per lo snellimento e la semplificazione del sistema istituzionale e amministrativo e sulle implicazioni di ordine istituzionale, legislativo e organizzativo che da quel Patto politico discendono”. Coerentemente, le linee guida regionali per le azioni dell’autoriforma prevedono il “riordino istituzionale e la riduzione del numero delle Comunità montane; assimilazione dell’ordinamento delle Comunità montane e delle Unioni, prevedendo una disciplina degli organi improntata al principio del contenimento del numero dei componenti delle assemblee ed alla previsione che l’organo esecutivo sia costituito dai sindaci”. Tale processo dovrà assumere come base l’individuazione di ambiti territoriali ottimali per tutte le funzioni associative con un unico soggetto istituzionale – comunità montana o unione di comuni - che esercita tali funzioni secondo principio di adeguatezza.
“Lavoriamo quindi per garantire una Pubblica Amministrazione che funzioni meglio e risponda, nel modo più adeguato, ai bisogni dei cittadini. L’obiettivo è quello di qualificare il pubblico, conciliando minori spese ed efficienza con la piena valorizzazione delle risorse umane che vi lavorano. In questo senso, va anche la riflessione aperta sulle Comunità montane (che, unendo più enti locali, svolgono un ruolo fondamentale e non sostituibile da un singolo ente locale), per garantire lo sviluppo di chi vive al loro interno, assicurando una loro composizione (ed un numero) appropriato rispetto alle esigenze”.

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