In aumento la produzione lorda vendibile dell'agricoltura emiliano-romagnola ma non il reddito degli imprenditori
12/12/07 11:06 Archiviato in:Regione
Emilia Romagna
Muzzarelli: "Dar valore ai fondi del Piano
di Sviluppo Rurale per contribuire a rilanciare
reddito e qualità"
La produzione lorda vendibile 2007 dell'agricoltura emiliano-romagnola - il valore economico della produzione calcolato sulla base dei prezzi che vengono pagati agli agricoltori - è in aumento del 10%. Lo ha comunicato l'Assessore regionale Tiberio Rabboni, confermando una tendenza già positiva, con un + 2,6% del 2006.
"E' quindi in corso un'inversione di tendenza rispetto agli anni peggiori. Con questo dato, l'Emilia-Romagna dimostra di trainare l'intero settore agricolo nazionale, perché il nostro incremento è superiore rispetto a quello delle altre regioni italiane. Non bisogna però farsi prendere da un entusiasmo ingiustificato: purtroppo il reddito degli agricoltori non cresce altrettanto. Il 2007, infatti, è stato un anno di grandi aumenti dei costi dei mezzi di produzione, dell'energia e dei coadiuvanti chimici. Inoltre, per gli allevatori c'è stato un aumento molto forte dei mangimi legato all'andamento del prezzo internazionale dei cereali", sottolinea il consigliere regionale del Partito Democratico, Gian Carlo Muzzarelli.
Il mercato mondiale del grano e del latte, sino a quello del legname, sta cambiando: occorre l'impegno massimo per assicurare approvvigionamenti e prezzi per garantire l'imprenditore ed il consumatore con serietà.
"Voglio sottolineare che il valore complessivo delle produzioni ha subito una contrazione produttiva (-7% circa) che ha interessato pressoché tutte le specie, alla quale ha corrisposto un innalzamento dei prezzi. Tale andamento dovrebbe consentire di chiudere positivamente l'annata della frutta a raccolta autunnale (mele +14%, pere +4%), mentre maggiori problemi sussistono per quella estiva (pesche -4,3%, nettarine -6,7%, albicocche -4,4%).
Un dato sul quale occorre valutare attentamente quanto sull'andamento dei prezzi frutticoli hanno inciso le avverse calamità naturali (gelate soprattutto) che hanno condizionato le produzioni di altri paesi europei come la Spagna .
Meglio pare andare il vino, la cui produzione lorda vendibile cresce del 5%, nonostante il calo della vendemmia (-9%), grazie a un'attesa della crescita dei prezzi attorno al 15%".
"Per gli allevamenti, il bilancio positivo del comparto è stato determinato dalla ripresa del settore avicolo (+50%), dopo la crisi degli anni precedenti, e dalla buona performance attesa per le uova, in base al buon andamento delle quotazioni in mancanza di dati sulla variazione dei quantitativi. In difficoltà sono, invece, i settori delle carni bovine (-5,7%) e suine (-6,8%) a causa del calo dei prezzi.
La situazione del latte, evidenziata dai dati finora disponibili relativamente all'andamento delle produzioni, mostra un lieve calo dei quantitativi ottenuti sia a livello nazionale che regionale.
Le previsioni di produzione per l'ultimo trimestre sono di un sostanziale recupero che, grazie anche alla favorevole dinamica dei prezzi di mercato, dovrebbe consentire di chiudere l'annata 2007 sui medesimi livelli del 2006.
Per tutte le categorie sussistono problemi di costi crescenti, con particolare riferimento alla voce di spesa per i mangimi, rincarati a seguito della crescita dei prezzi di cereali e proteoleaginose".
Sarà da tenere sotto controllo la situazione che si verrà a creare per l'intero comparto zootecnico, in particolare bovini e suini: l'applicazione ormai imminente della direttiva nitrati va guidata con razionalità ed intelligenza per evitare effetti indesiderati nelle fasi di adattamento strutturale alle normative, specie per piccole aziende montane.
La tendenza regionale trova a Modena una conferma soprattutto nel comparto dei cereali e della frutta.
Si tratta, soprattutto per i cereali, di confermare la tendenza all'aumento che ha trovato certamente terreno fertile nella contrazione generalizzata delle produzioni di mais e di cereali a livello europeo, nonché nella drastica riduzione delle produzioni bieticole per i noti eventi.
La capitale mondiale del biologico nel 2008 sarà Modena.
E' un'opportunità da non perdere per fare di Modena una vetrina per tutte le produzioni (regionali e non solo locali) ed al contempo avviare una riflessione su tanti aspetti del comparto agricolo e sui problemi, sottolineando le positività in materia di qualità e reddito che la Regione ha saputo introdurre per questo settore economico.
Questa tendenza migliorativa non deve farci perdere di vista i problemi strutturali della nostra agricoltura, in primis la redditività, per rafforzare la quale assumeranno grande rilevanza i finanziamenti, ormai in arrivo grazie all'avvio dei bandi del Piano di Sviluppo rurale 2007/2013", che sui territori possono dare uno contributo determinante per la tenuta dell'intero settore".
La produzione lorda vendibile 2007 dell'agricoltura emiliano-romagnola - il valore economico della produzione calcolato sulla base dei prezzi che vengono pagati agli agricoltori - è in aumento del 10%. Lo ha comunicato l'Assessore regionale Tiberio Rabboni, confermando una tendenza già positiva, con un + 2,6% del 2006.
"E' quindi in corso un'inversione di tendenza rispetto agli anni peggiori. Con questo dato, l'Emilia-Romagna dimostra di trainare l'intero settore agricolo nazionale, perché il nostro incremento è superiore rispetto a quello delle altre regioni italiane. Non bisogna però farsi prendere da un entusiasmo ingiustificato: purtroppo il reddito degli agricoltori non cresce altrettanto. Il 2007, infatti, è stato un anno di grandi aumenti dei costi dei mezzi di produzione, dell'energia e dei coadiuvanti chimici. Inoltre, per gli allevatori c'è stato un aumento molto forte dei mangimi legato all'andamento del prezzo internazionale dei cereali", sottolinea il consigliere regionale del Partito Democratico, Gian Carlo Muzzarelli.
Il mercato mondiale del grano e del latte, sino a quello del legname, sta cambiando: occorre l'impegno massimo per assicurare approvvigionamenti e prezzi per garantire l'imprenditore ed il consumatore con serietà.
"Voglio sottolineare che il valore complessivo delle produzioni ha subito una contrazione produttiva (-7% circa) che ha interessato pressoché tutte le specie, alla quale ha corrisposto un innalzamento dei prezzi. Tale andamento dovrebbe consentire di chiudere positivamente l'annata della frutta a raccolta autunnale (mele +14%, pere +4%), mentre maggiori problemi sussistono per quella estiva (pesche -4,3%, nettarine -6,7%, albicocche -4,4%).
Un dato sul quale occorre valutare attentamente quanto sull'andamento dei prezzi frutticoli hanno inciso le avverse calamità naturali (gelate soprattutto) che hanno condizionato le produzioni di altri paesi europei come la Spagna .
Meglio pare andare il vino, la cui produzione lorda vendibile cresce del 5%, nonostante il calo della vendemmia (-9%), grazie a un'attesa della crescita dei prezzi attorno al 15%".
"Per gli allevamenti, il bilancio positivo del comparto è stato determinato dalla ripresa del settore avicolo (+50%), dopo la crisi degli anni precedenti, e dalla buona performance attesa per le uova, in base al buon andamento delle quotazioni in mancanza di dati sulla variazione dei quantitativi. In difficoltà sono, invece, i settori delle carni bovine (-5,7%) e suine (-6,8%) a causa del calo dei prezzi.
La situazione del latte, evidenziata dai dati finora disponibili relativamente all'andamento delle produzioni, mostra un lieve calo dei quantitativi ottenuti sia a livello nazionale che regionale.
Le previsioni di produzione per l'ultimo trimestre sono di un sostanziale recupero che, grazie anche alla favorevole dinamica dei prezzi di mercato, dovrebbe consentire di chiudere l'annata 2007 sui medesimi livelli del 2006.
Per tutte le categorie sussistono problemi di costi crescenti, con particolare riferimento alla voce di spesa per i mangimi, rincarati a seguito della crescita dei prezzi di cereali e proteoleaginose".
Sarà da tenere sotto controllo la situazione che si verrà a creare per l'intero comparto zootecnico, in particolare bovini e suini: l'applicazione ormai imminente della direttiva nitrati va guidata con razionalità ed intelligenza per evitare effetti indesiderati nelle fasi di adattamento strutturale alle normative, specie per piccole aziende montane.
La tendenza regionale trova a Modena una conferma soprattutto nel comparto dei cereali e della frutta.
Si tratta, soprattutto per i cereali, di confermare la tendenza all'aumento che ha trovato certamente terreno fertile nella contrazione generalizzata delle produzioni di mais e di cereali a livello europeo, nonché nella drastica riduzione delle produzioni bieticole per i noti eventi.
La capitale mondiale del biologico nel 2008 sarà Modena.
E' un'opportunità da non perdere per fare di Modena una vetrina per tutte le produzioni (regionali e non solo locali) ed al contempo avviare una riflessione su tanti aspetti del comparto agricolo e sui problemi, sottolineando le positività in materia di qualità e reddito che la Regione ha saputo introdurre per questo settore economico.
Questa tendenza migliorativa non deve farci perdere di vista i problemi strutturali della nostra agricoltura, in primis la redditività, per rafforzare la quale assumeranno grande rilevanza i finanziamenti, ormai in arrivo grazie all'avvio dei bandi del Piano di Sviluppo rurale 2007/2013", che sui territori possono dare uno contributo determinante per la tenuta dell'intero settore".











