DALLE FONTANE A MONTECUCCOLO
Dopo aver ammirato la bella loggia che guarda verso sud, ora purtroppo rimaneggiata, si ripercorre il breve tratto fino all'incrocio, lasciando alle spalle il piccolo oratorio di recente costruzione; inizia lentamente una lieve salita e si vede, incorniciata dalla vegetazione, la mole superba del castello. Dopo poco si incrocia la strada asfaltata (ci si trova ormai sotto le mura) e si può ammirare il mastio con coronamento merlato; si fiancheggia la cinta muraria e si entra così nella piazzetta su cui si affaccia il caratteristico borgo con diverse abitazioni, la casa del podestà dal tipico portico, la canonica di fianco alla chiesa, di cui è particolarmente interessante il campanile a vela costruito nel XVI con materiale proveniente dalla chiesa del comune rurale di Ripodrino, nei pressi di Serra Parenti. E' possibile, provenendo dalle Fontane, continuare sul vecchio tracciato, che rimane più in basso della strada asfaltata e passa sotto al borgo inferiore, sbucando nei pressi di Cà de Montucciani. Salendo la rampa di accesso al portale principale del castello (le chiavi del portale, della chiesa, della canonica e dell'oratorio di Cà di Chino si possono chiedere al custode che abita al numero 14) ci si inoltra poi nel giardino interno. Nonostante sia ingombro per il materiale e le attrezzature necessarie all'opera di restauro, sono ben visibili, attorno al mastio, la prima cerchia di mura, costruita tra il 1027 e il 1268, con i due pregevoli portali e la seconda cerchia, a un livello più basso. E' consigliabile poi entrare attraverso lo stretto cunicolo posto sulla sinistra dell'entrata principale, nelle prigioni, per vedere i graffiti dei condannati. Dopo l'ingresso, sulla strada c'è il corpo di guardia ora quasi completante diroccato. Dalla stessa parte, al terzo livello, di fronte alle scale a chiocciola c'è la cisterna con l'imboccatura monolitica in arenaria. Non va dimenticata al primo piano la stanza di Raimondo Montecuccoli. Si può poi salire oltre e godere, attraverso le feritoie, di un'ampia vista: il Cimone e la vallata dello Scoltenna. Si scende non prima di aver dato un ultimo sguardo al borgo superiore e anche a quello inferiore per ammirarne la compattezza. Uscendo dal portale principale è consigliabile seguire la stradicciuola che costeggia la chiesa procedendo oltre l'abside dello stesso, il piccolo cimitero in abbandono con la sua cappella e portarsi sul lato est dove si può vedere la torre di Lavacchio, il castello di Semese e la torre di Gaiato. In questo punto si possono scendere gli scalini chi portano sotto al borgo inferiore e da qui osservare il quinto recinto murato del castello.