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LA CA' La Cà, oggi ristrutturata e sede di una discoteca, era un complesso di
insediamento rurale del XVII secolo, situati in una posizione sopraelevata
rispetto ai famosi “Prati della Fiera” su cui si teneva un tempo il mercato del
bestiame a Pavullo. Un tempo era collegata alle zone abitate tramite una serie
di percorsi attraverso i diversi ingressi. A est era collocato l’ingresso
principale con l’arco sul muro di collegamento dei due edifici principali. La
casa era a corte chiusa quadrata, era costituita da due corpi di fabbrica
principali a due piani; a nord c’era l’ala padronale sul prolungamento della
quale si trovava l’oratorio con un ingresso esterno al perimetro della corte, di
fianco all’arcata ovest. A sud, l’altro edificio ospitava da una parte la stalla
con sopra il fienile e, dall’altra, la casa colonica e il magazzino. Un altro
accesso si apre verso quella che era la strada dei campi, sotto il portico che
collega i due blocchi dell’ala meridionale. Gli edifici presentavano un intonaco
colorato che lasciava largamente intravedere il pietrame minuto tipico del
tempo, la raffinata lavorazione delle pietre ad angolo, delle “razze” nelle
finestre e dei portali d’accesso. Nonostante l’aspetto della corte sia
quello di un fortino, nell’epoca in cui era stata costruita le esigenze
difensive non erano più sentite e la corte chiusa, in montagna, era espressione
di una realtà economica florida, quindi particolare per la zona se si considera
quella che era l’economia agricola del tempo, molto più diversificata di quella
attuale, perché finalizzata all’autosufficienza.
CASOLARE Sull’antico percorso Modena - Lucca si trovava, in posizione
elevata, questo piccolo borgo rurale, la cui origine medievale è evidente per la
struttura compatta dell’agglomerato e per alcune caratteristiche degli edifici
che ricordavano un iniziale nucleo fortificato. Nel 1300 fu sede di comune
(casolarij de palude) per la popolazione residente sulle colline del versante
ovest di Pavullo. Sulla piazzetta centrale si affacciava una casa in pietrame a
vista con il balchio, si trattava forse del palazzo comunale. Notevole era lo
scalone di gradini monolitici sporgenti dalla facciata, che portano al piano
nobile attraverso un portale trilitico del XVI secolo. L’edificio è stato
ristrutturato, ma sotto il balchio si può ancora notare un pregevole portale
risalente al 1522.
Fotografie Archivio Manfredini
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