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[Parco]
[Palazzo]

Il Palazzo Ducale Il palazzo è stato costruito dal 1830 al 1833, per ordine di Francesco IV e
secondo un progetto dell'ingegnere Sigismondo Ferrari. La sua funzione, in
origine, era quella di dare ospitalità alla corte estense, che infatti passò qui
i mesi d'estate dal 1834 al 1859. Si dice che il duca, non soddisfatto, abbia
fatto costruire per sè la villa denominata Palazzina tuttora osservabile
all'altro lato del paese, sullo sprone settentrionale di Montepietro. Insieme
al palazzo furono costruiti altri due edifici, uno utilizzato fino a poco tempo
fa come Casa dello Studente e l'altro sede delle carceri mandamentali, disposti
simmetricamente lungo la via Giardini e ancora in buono stato di
conservazione. Nel passato furono utilizzati come caserma dei dragoni
estensi, tribunale, prigioni ed erano messi in comunicazione fra loro da una
galleria sotterranea. Presentano nove aperture per piano, com’è il palazzo
stesso. Esso è stato recentemente sistemato, con modifiche interne, che non hanno
cambiato le sue strutture fondamentali; l'architettura a cui si rifà è
neoclassica e quindi le forme sono rigidamente simmetriche. Si accede salendo
uno scalone esterno con gradini in arenaria a forma semiottagonale. Il portone è
rimasto com'era in origine, con medaglioni in bronzo, modellati, con l'aquila
estense e con la "F" iniziale di Francesco. L'accesso principale è rivolto alla
via Giardini, mentre un altro è sul retro, posto al primo piano e in
comunicazione diretta con il parco. Il palazzo è costituito da tre piani,
più il sottotetto e il seminterrato. Questo era originariamente destinato a
cucina, dispensa, cantina, accesso per le carrozze, ora è utilizzato solo come
garage e conserva notevoli pilastri che sostengono volte in mattone. Ad esso si
accede percorrendo una breve galleria, che si imbocca nel cortile retrostante
l'ex Casa dello Studente. Il piccolo balcone è costituito da tre lastroni di
arenaria, appoggiati a mensole di metallo ed ha la ringhiera in ferro
battuto. Sulla facciata anteriore del palazzo è murata una pietra che indica
l'altitudine di Pavullo sul livello del mare (m. 691). Adesso la costruzione
è di proprietà comunale ed ospita: sala mostre, biblioteca, fonoteca, pretura,
saletta per convegni ed appartamento del custode; è inoltre sede del coro
Montecuccoli e della banda del paese. Dietro al palazzo, si conserva una
pregevole vasca in un unico blocco di arenaria, da poco rimessa in funzione,
insieme ad un terzo ingresso. L'edificio è ben visibile anche di notte,
perchè illuminato da faretti arancioni e da lampioncini sistemati nel parco.
Gli edifici accessori al Palazzo Ducale Dal carteggio Cavedoni risulta chiara la volontà del duca di completare il
Palazzo Ducale con quattro edifici, collocati direttamente sulla via Giardini:
la caserma dei Cacciatori (quartiere), le prigioni (giusdicenza), la scuderia e
la rimessa.
 
La posa della prima pietra In una cartella, che porta nel frontespizio la data del 1830, l'unica che
riguarda la costruzione del Palazzo conservata nell'archivio del Comune di
Pavullo, sono riuniti numerosi documenti. Si tratta di note di spesa o di
ricevute che portano la firma di Sigismondo Ferrari, ingegnere del governo
allora incaricato di sovrintendere all'edificazione del Palazzo, o di artigiani,
locandieri, vetturini che prestarono i loro servizi e ancora di elenchi
nominativi relativi alle giornate di lavoro effettuate per procedere allo sbanco
e per iniziare le fondazioni dell'edificio. Particolarmente interessanti ci sono
sembrati alcuni documenti relativi alla cerimonia della posa della prima pietra.
Ve ne proponiamo uno:
Documento: "Novembre 1830 Distinta delle spese sostenute dal sottoscritto dietro Gov.va (governativa)
autorizzazione risultante dal Disp. Gov. N. 10104 in questo anno corrente coi
fondi della fabbrica Reale, in circostanza della funzione delle Medaglie poste
nelle fondamenta del Palazzo Reale in questo Capo Luogo. Veggansi gli allegati
qui uniti: 1. Ricevuta del locandiere Scaglioni per pranzo dei soldati
Dragoni ed Urbani, nonchè al Capo Mastro Capo tagliapietre, assistenti ed ai
detenuti lavoratori: L. 67.65 N.B. Essendosi smarrita la prima ricevuta, lo
Scaglioni ha rilasciata per duplicato la qui unita. 2. Al Caporale Benedetti
per gli Attrezzi da Muratore lasciati alla Comunità: L. 10.50 3. Al Servente
Lindori per mercede e per spese nell'addobbo della Cappella maggiore di questa
chiesa Parrocchiale, e formazione diuna Tenda Militare sul luogo di fabbrica: L.
16.58 4. All'Apparatore Orlandini Carlo per Nolo di veli: L. 7.00 5.
All'altro Bellini per trine damaschi da chiesa cordoni: L. 5.00 6. Al
Corriere per trasporto di detti oggetti da addobbo da Modena a Pavullo e da
Pavullo a Modena: L. 4.60
Somma avanti: L. 111.33
Sigismondo
Ferrari”
Fotografie Archivio Manfredini- Pavullo Testo a cura di Loris Serafini
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