Monumenti

Castello Montecuccolo



IL CASTELLO DI MONTECUCCOLO
castello di Montecuccolo si trova a 873 m. sul livello del mare, a 4 km. Da Pavullo, su una dorsale ricoperta da boschi, che si inserisce profondamente nella valle dello Scoltenna. Grazie alla sua posizione centrale, poteva controllare le antiche strade che mettevano in comunicazione con la Toscana: la Modena-Pistoia e la Modena-Lucca.
Faceva parte di un sistema difensivo formato da rocche e torri poste a stella attorno ad esso, tra cui Semese, Iddiano, Monteobizzo, Lavacchio, Montorso, Gaiato, Montecenere, Monzone, Montebonello che costituivano avamposti destinati all'avvistamento del nemico e alla difesa del territorio.
Il castello è bene integrato con l'altura su cui si trova tanto che la cinta muraria, in alcuni punti, è difficilmente distinguibile dalla roccia. Si possono distinguere cinque successive fasi di accrescimento. In origine sorgeva una torre con pianta quadrata di 7 m. di lato con precise funzioni logistiche e militari. Questa torre principale si trova nel punto più elevato e vi si accede tramite un portale rialzato, al primo piano; all'interno si possono notare finestrini con forte strombatura e sedile. Al secondo piano si trova una caditoia. Il coronamento merlato in mattoni risale a un periodo successivo alla torre originaria, i quattro finestroni e la cella campanaria sono del XIX secolo.

Tra il 1027 e il 1168 ci fu un primo accrescimento con la costruzione della dimora feudale, di 13 m. di lunghezza, della prima cerchia poligonale di mura e di una cisterna a forma di fiasco, indispensabile in un castello medievale per il rifornimento d'acqua. La torre era divisa dal resto ma era in collegamento col camminamento di ronda tramite un ponte volante. In una seconda fase vennero aggiunti due corpi che, rispetto alla dimora feudale, si trovano a nord e a sud la seconda cerchia un po' più ampia verso sud e verso est, e una scala a chiocciola inserita in uno spazio cilindrico che sporge dal corpo centrale, costituita dai gradini neolitici sovrapposti e incastrati nel muro.
La terza cerchia che comprende tutta la parte più elevata del monte venne realizzata nella terza fase, come torre merlata secondaria, allo spigolo sud della fabbrica verso Renno e la valle dello Scoltenna. Ora la merlatura è tamponata e quindi difficilmente decifrabile. Nel seminterrato attraverso uno stretto cunicolo si entrava nella prigione che presenta ancora sulle pareti graffiti e scritte di condannati. Al primo piano c'è la stanza di Raimondo con un bellissimo camino in pietra con uno stemma risalente al 1545. Venne anche aggiunta una cisterna più capace della prima con una imboccatura monolitica in arenaria. Il portale d'ingresso è a lieve sesto acuto, in posizione elevata, si trova infatti sulla rampa d'accesso, è in grossi blocchi di arenaria ed è simile a quello del primo cerchio di mura. La presenza della bertesca come tipica opera difensiva annessa alle fortificazioni lo fa risalire ad un epoca successiva.

Le prime tre fasi di accrescimento sono state realizzate in un tempo relativamente breve per due motivi: il peso militare raggiunto dalla famiglia Montecuccoli e il tipo particolare di muratura usata nella costruzione del castello, cioè la muratura a filaretto tipica dei secoli XII e XIII. Questa tecnica consiste nel disporre su file orizzontali pietre ben squadrate, di dimensioni uniformi. Il materiale usato è il sasso, impiegato sia per la muratura, sia per la copertura a lastre abbinata al legname per le travature. Diventato ormai castello di valle è sottoposto a una quarta fase di accrescimento, in epoca rinascimentale: la torre posta a sud-ovest in difesa della rampa che immette al portale principale, viene collegata con il restante corpo di fabbrica che aggiunge così 50 m. di lunghezza. Venne aggiunto, oppure completato, il corpo di guardia, situato sulla destra del portale principale d'accesso come nel castello di Monteobizzo. Questa costruzione piuttosto varia e originale, nella parte esterna verso est è crollata, rimangono solo i muri esterni di una parte restaurata nel 600 che ha un accesso sul borgo. Con la quinta fase, viene ultimato il borgo con l'aggiunta della chiesa nel 1454 e il castello arriva al momento massimo del suo sviluppo architettonico.

Alla fine del XVIII secolo, ed esattamente nel 1799 inizia " l'involuzione" del castello come tipica struttura storico-architettonico; infatti le truppe napoleoniche, di passaggio durante il viaggio di ritorno in Francia, lo assediano e lo saccheggiano poiché era diventano un punto di raccolta della resistenza popolare antifrancese. In questa occasione vanno persi materiale dell'archivio giudiziario e amministrativo, i mobili pregiati, gli arredi, i vasellami, e i preziosi dipinti della famiglia Montecuccoli. Durante la seconda guerra mondiale, il castello è stato in parte distrutto dalle fiamme appiccate dai tedeschi. In questo periodo furono distrutte le campane, che furono poi fatte rifondere subito dopo la guerra. In seguito il processo di degradazione si è ulteriormente aggravato, anche il mastio, che ha resistito quasi intatto fino a pochi anni fa, ora necessita di restauri sul tetto e nel coronamento merlato.
Il primo restauro venne deciso dal conte Galeotto padre di Rimondo Montecuccoli. Nel 700 per alcuni interventi furono usati materiali tratti dalla rocca di Renno di Sopra. Verso la metà dell'800, dopo i primi crolli nella parte occidentale, furono ricostruite le mura relative alla dimora feudale più basse delle originali. Nel 1977 sono iniziati i lavori di consolidamento e di ripristino del corpo di fabbrica centrale , continuati nel 1981/82. E' stata così recuperata la parte centrale con la copertura e il grande ballatoio ligneo interno dietro l'antico parapetto merlato. E' poi stato realizzato uno scalone ligneo di comunicazione dei solai ricostruiti e si sta lavorando per restaurare le riquadrature in sasso delle finestre.

Fotografie Archivio Manfredini