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[La
Torre] [Il Borgo]
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 Torre: prospetto sud
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 Particolare: portale decorato a spiga
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TORRICELLA: LA TORRE La torre è ciò che rimane del castello che, nel Basso Medioevo ha dominato la
conca di Pavullo; documentato per la prima volta nel 1263 quando la fazione
guelfa Rastaldi- Montegarullo se ne impossessò, anche se era sicuramente più
antico. La cisterna, con volta a botte, per la raccolta dell’acqua che si
incontra lungo il percorso prima di giungere alla vetta, ha fatto ipotizzare che
il suo perimetro coincidesse proprio col percorso che gira intorno al
monte. La torre, ancora in buono stato di conservazione, è da fare risalire
al XIII secolo, anche se risulta ristrutturata nel XVI secolo, quando assunse
funzione residenziale. Il basamento che è discontinuo e che si sviluppa su quote
diverse, ci indica infatti un rifacimento della costruzione, su una precedente;
oltre tutto ora si presenta con pianta rettangolare che è successiva a quella
quadrata, tipica invece del periodo alto-medievale. Il basamento sporgente è a
leggera scarpa e la muratura è a filaretto, cioè realizzata con pietre più o
meno della medesima altezza a seconda delle file. Il lato sud, quello sul quale
si apre un ingresso a piano terra molto recente, presenta una finestra per
piano, incorniciata da blocchi di arenaria. Sul lato est si nota un portale, ora
tamponato, caratteristico per la decorazione a spiga, piuttosto rara. Sulla
parete nord è presente una pietra circolare, per metà a sbalzo nella muratura,
con un foro centrale, forse usato per tenere in piombo la fune della campana che
si trovava all’interno. Sui vari lati, si aprono inoltre molte finestrelle e
feritoie. Ai piedi della torre sorge una costruzione molto antica, in parte
incassata nella roccia, a pianta irregolare. Lo spessore dei muri è di circa 1
metro e le due aperture presenti sono forse più recenti. Per riempire gli
interstizi fra le pietre, e quindi cementarli, e stata utilizzata la cosiddetta
malta pozzolanica, già usata dai Romani. Era costituita da un insieme di polveri
vulcaniche o frammenti di altri materiali da costruzione che reagendo con la
calce, davano un prodotto che si induriva molto e aveva proprietà idrauliche
notevoli. Una minima parte di una parete interna e il fondo della costruzione
sono ancora rivestiti da un intonaco rosso, che forse serviva proprio da
impermeabilizzante. Questo fatto e la forma di volta a botte, che si ritrova
nella cisterna più a valle, ha fatto pensare ad una sua originaria funzione di
serbatoio per l’acqua, elemento essenziale per la vita in un castello medievale.
Nella volta è stata ricavata una imboccatura, con quattro pezzi di arenaria ad
incastro. Sui pendii intorno alla torre, sono riscontrabili resti di antichi
muri. |