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[La
Torre] [Il Borgo]
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 Casa-torre: lato nord-est
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 Palazzo Comunale: facciata meridionale
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TORRICELLA: BORGO La Torricella è un piccolo agglomerato rurale di origine medievale, il più
consistente fra i nuclei sviluppatesi intorno al castello, di cui rimane la
torre. Sorse sulla strada che portava alla zona dove, nel Basso Medioevo,
iniziava a svilupparsi Pavullo. Il borgo è praticamente abbandonato, i suoi
corpi vengono utilizzati solo come abitazioni stagionali, fienili, ricoveri per
piccoli animali, ripostigli per attrezzi. Si distinguono particolarmente due
edifici, che presentano rilevanti caratteristiche della architettura locale del
‘400 e del ‘500. Il primo è una casa-torre, tipica dimora signorile
fortificata dei secoli XV-XVI-XVII; la torre, quadrata, è coeva al resto della
costruzione. La tessitura muraria è stata realizzata con pietre di varie
dimensioni disposte non secondo un ordine preciso, quelle cantonali sono di
pezzatura maggiore, squadrate con una certa cura e lavorate a smusso nella parte
inferiore. I portali e le finestre sono incorniciati da massicci blocchi di
arenaria, scolpiti con solchi geometrici ma, per la loro esposizione alle
intemperie in gran parte sfaldati. Tra le finestre è caratteristica una bifora,
trasportata più in basso, quando si è cimata la torre. L'ingresso principale è
sul lato est, ad esso si accede salendo una scala coperta da un androne; il
portale è trilitico e le sue regge verticali sono decorate da un solco che
termina con un riccio aspirale. Torricella, Casolare e Monteobizzo
costituirono, fin dal XIV secolo i centri dell'organizzazione comunale; il primo
comprendeva anche Pavullo che contava allora l'ospedale di S. Lazzaro e poche
case sparse. La separazione della comunità di Torricella, che emanò statuti
propri nel 1547 si ebbe solo nel XVIII secolo. Pavullo contava allora 427
abitanti, 147 Monteobizzo, 47 Torricella. L'altra costruzione pregevole è
un'abitazione, ancora in discreto stato di conservazione. E' composta da due
parti; la prima, quella più bassa, è nelle condizioni originali e presenta una
cornice a livello della colombaia in arenaria scolpita, ormai in grave
deterioramento, e finestre riquadrate. L'altra parte è una casa del ‘600,
ristrutturata nel 1803, come è possibile rilevare da due epigrafi incise sul
portale della facciata nord, di forma tozza e decorato col solito reccio a
spirale. Questo lato, osservato nel suo complesso, risulta particolarmente
imponente con contrafforti a scarpa che ce ne testimoniano
l'antichità. Camminando per il borgo è possibile osservare tutti i corpi con
funzioni accessorie, tipici delle case rurali della zona, compreso il metato, di
dimensioni particolarmente rilevanti. Nei muri esterni delle costruzioni, si
trovano alcune nicchie, ormai vuote, nelle quali si era soliti mettere
l'immagine della madonna o dei santi protettori, in continuità con tradizioni
pagane. Sopra la nicchia del portale della stalla, si osserva un colombo
scolpito nell'arenaria. In origine il borgo nel suo complesso doveva risultare
molto più esteso, come ci fanno pensare edifici ancora censiti in catasto ma non
più rilevabili. |