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Parco del Frignano (Alto Appennino Modenese)
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Informazioni: Consorzio di Gestione del Parco (sede amministrativa) -
Pievepelago tel. 0536-72134, IAT Ufficio informazioni e Accoglienza turistica Sestola- tel. 0536-62324 |
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 Scialpinismo sul Monte Giovo (1991 mt). Sullo Sfondo Il Rondinaio (1964
mt). Foto A. Giacomozzi
 Praterie d'alta quota - Foto A. Giacomozzi
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L’Alto Appennino Modenese fin dall’antichità ha avuto una propria unità
territoriale che si è conservata lungo i secoli nella tradizionale autonomia del
Frignano.Attualmente il Parco, istituito nel 1988, ha una superficie di circa
15000 ha, compresa nei comuni di Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto,
Pievepelago, Riolunato e Sestola. La gestione dell’area protetta è affidata ad
un Consorzio del quale fanno parte, oltre i sette comuni, la Provincia di Modena
e le Comunità Montane del Frignano e dell’Appennino Modena Ovest. Il Parco
Regionale dell’Alto Appennino Modenese, si estende per un ampio tratto del
crinale tosco-emiliano e alcune ampie dorsali fra cui spicca quella che da Libro
Aperto culmina nel Monte Cimone, vetta più alta dell’Appennino settentrionale
(2165 m.). Verso ovest l’area protetta si prolunga nel Parco Regionale dell’Alto
Appennino Reggiano e verso est in quello del Corno alle Scale. Dalla cima
innevata del Cimone, è possibile ammirare uno spettacolare panorama che spazia
su gran parte della Pianura Padana, dal mare alle Prealpi e con lo sguardo è
possibile seguire un lungo tratto della catena appenninica. Il Cimone non è l’unica emergenza di rilievo del Parco, altre cime importanti
sono il Libro Aperto, il Monte Nuda e il gruppo Monte Giovo Rondinaio, dove si
concentrano begli esempi di morfologie glaciali che hanno dato origine a
incantevoli laghi come il Lago Santo e il Lago Baccio e a vari specchi d’acqua
minori. Di origine diversa sono il Lago Scaffaiolo, uno dei più elevati della
regione, e il Lago di Pratignana, prezioso per la sua estesa torbiera. Numerosi rii scendono lungo la valle: la maggior parte sono affluenti dello
Scoltenna, fiume che scorre dentro spettacolari gole prima di unirsi al Leo e
formare il Panaro (da non perdere l’interessante cascata del Doccione); più a
ovest troviamo il torrente Dragone, affluente del Secchia. Alle quote più alte,
oltre agli estesi boschi di faggio e di conifere, si aprono basse brughiere a
mirtillo e praterie interrotte da frequenti affioramenti rocciosi: è in questi
ambienti che si incontrano le principali rarità floristiche del parco come il
rododendro e l’aquilegia Le cime più a lungo innevate ospitano ridotti esempi di vegetazione di valletta
nivale. I caratteristici affioramenti rocciosi di colore bruno-grigiastro sono
dovuti alla regolare e ritmica alternanza di stratificazione di arenaria e rocce
argillose, mentre sotto le cime sono frequenti i circhi glaciali: tra gli esempi
più belli vi sono quelli dei versanti del gruppo Monte Giovo-Monte Rondinaio;
sul fondo delle conche sono custoditi limpidi laghi, come il Lago Santo e il
Lago Baccio. Anche il Monte Lagoni, il Cimone e le cime tra Libro Aperto e Monte
Spigolino verso nord si affacciano su morfologie glaciali. In più punti sono chiaramente riconoscibili le morene, cioè i depositi di
detriti trasportati dalle masse glaciali, che hanno creato cordoni e dossi.
Nelle praterie d’altitudine é interessante segnalare l’arvicola delle nevi:
presente in quasi tutti i massicci montuosi europei e medio orientali, con
pelliccia particolarmente folta, adattata al clima rigido e la marmotta, preda
preferita dell’aquila che qui dimora. Sempre sull’alto crinale si distinguono le
tracce di passaggio di qualche cinghiale e caprioli, mentre alle quote più basse
quelle del daino. Nella fascia boscata, vivono carnivori come volpe, tasso,
faina e altri roditori.I boschi cedui che si alternano ai pascoli sono popolati
da picchio, averla piccola, tottavilla, tordela, cinciarella, cincia bigia,
cinciallegra, ecc.; nelle faggete le specie dominanti sono invece merlo, tordo
bottaccio, capinera, fringuello, pettirosso, ciuffolotto. Tra i tanti motivi
di interesse che il Parco offre si ricorda, infine, il Giardino Botanico alpino
"Esperia", dedicato alla flora appenninica spontanea e alla flora appenninica
introdotta. Il Giardino è situato al Passo del Lupo (Sestola) a 1.500 m. di
quota, ai piedi del Monte Cimone (2.165 m). Viene classificato come giardino
appartenente all’orizzonte montano superiore. Con le sue 32 aiuole
opportunamente predisposte e le 224 specie finora introdotte, offre uno
schedario delle piante presenti per aiutare il visitatore a riconoscerle
facilmente.
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