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Nel territorio in cui si sviluppa l'itinerario medievale, si trovano parecchi
muretti a secco di arenaria di diverso origine. Si trovano a lato delle strade
selciate con la funzione di mantenere la viabilità, come sostegno di terrapieni
oppure sono resti di antiche muraglie come quelle rinvenuti sul Monte della
Croce nei pressi di Serra di Porto e a Serra vicino a Renno di Sopra;
quest'ultimi sono probabilmente resti di castellieri liguri (fortificazioni di
crinale). Si possono anche incontrare tra un podere e l'altro come divisione tra
diverse proprietà oppure come sostegno del terreno da coltivare. La
vegetazione tipica dei muretti ha un apparato radicale ridotto, si tratta spesso
di una vegetazione pioniera: prima di tutto muschi e licheni che attaccano i
massi poi piante grasse e felci che riescono ad insediarsi nei piccoli anfratti
dove trovano un lembo di terreno. Tra le varie specie si segnalano: - la
pinocchina nera, erba grassa che forma un denso cuscino composto da fusticini
eretti, alti, da 10 a 15cm. Con fiori gialli stellati e foglie succulente,
piriformi; - la cedracca, specie di felce, pianta erbacea perenne,
cespugliosa, il lobo inferiore delle foglie per cui viene chiamata erba ruggine;
- il capelvenere, pianta perenne a foglie molli, lunghe 10-15cm. Con
picciolo nero lucente, i lobi della foglia a ventaglio, irregolarmente
crenulati; - l'elicriso che appartiene alla famiglia delle composite, è una
pianta molto aromatica, perenne, alta dai 20 ai 30cm. Con foglie filiformi
bianco-tomentose, si chiama anche canopicchia. Sui muretti si trova l'edera che forma una compatta copertura verde; è una
pianta rampicante legnosa che, grazie a radici avventizie, può attaccarsi a
pareti rocciose, muri e alberi. I rami senza fiori e quelli fioriti
differiscono. Su quelli che vanno verso il suolo o che si arrampicano lungo i
tronchi, le foglie sono disposte su due file con tre o cinque lobi triangolari,
le nervature risaltano in bianco sul fondo verde. Sui rami fioriti invece le
foglie sono disposte tutte intorno al ramo, hanno nervature più numerose, sono
intere, ovali e pungenti. I rami che portano fiori si espandano in tutte le
direzioni e non hanno radici avventizie. Vicino ai muretti, lungo il sentiero
erboso, si possono vedere in primavera numerose pianticelle di viola odorata,
col suo caratteristico profumo. La radice contiene violina che ha un effetto
emetico conosciuto anche nel medio evo. Anche la pervinca, usata sempre nel
medio evo per preparare i filtri d'amore, forma nei boschi e lungo le siepi,
tappeti sempre verdi puntellati di fiori blu - violetto. La primula poi,
consigliata nel XII sec.come rimedio contro la malinconia, assieme alla
margheritina segna l'inizio della primavera. L'anemone epatica predilige la
freschezza del sottobosco, fiorisce alla fine dell'inverno con le tipiche
corolle blu–lilla, talvolta anche rosee o bianche. Nel sottobosco, nei luoghi
erbosi accanto ai muretti si trovano pure numerose piante di fragole selvatiche
che fioriscono in maggio–giugno. Dal fiore bianco ha origine il frutto polposo,
di color rosso vivo, apprezzato per il sapore e per le proprietà medicinali. In
autunno poi si possono trovare un po' ovunque i ciclamini. La pervinca e la
primula fanno parte delle specie di piante protette di cui è vietata la
raccolta. Anche le fragole selvatiche sono tra i prodotti del sottobosco
tutelati dai provvedimenti per la salvaguardia della flora, per cui è consentita
la raccolta di un kg. al giorno per persona.
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